Valvola Charlotte, dall’Ospedale di Chiari al Victoria & Albert Museum di Londra

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La valvola Charlotte, creata per trasformare le maschere da snorkelling in respiratori nel pieno della pandemia, farà parte dell’esposizione del ictoria & Albert Museum di Londra.

La valvola Charlotte al Victoria & Albert Museum

In una notte di marzo 2020, l’azienda bresciana Isinnova ha dato vita a “una creazione vitale” per i pazienti affetti dal Covid. La valvola Charlotte ora entra a far parte della collezione permanente di uno dei musei più celebri al mondo, il Victoria & Albert Museum.

“Sono immensamente contento e grato che la valvola Charlotte sia stata selezionata per essere esposta nella mostra permanente del V&A Museum, afferma Cristian Fracassi, CEO di Isinnova.

“Quando abbiamo cominciato questo progetto mai avrei pensato di poter arrivare a questi livelli e soprattutto, da ingegnere, di poter esporre in un museo. Non vedo l’ora di andare a Londra per poterla vedere dal vivo, e crederci davvero!”.

Da maschera da snorkelling a respiratore grazie alla valvola Charlotte

La famosa valvola era stata ideata per sopperire alla carenza di respiratori al principio della pandemia. Una maschera da snorkelling di Decathlon era stata convertita in un casco per la respirazione per pazienti Covid.

Renato Favero, anestesista ed ex primario dell’Ospedale di Gardone Val Trompia, Brescia, aveva avuto l’idea che da una maschera da snorkelling si potesse costruire un ventilatore di emergenza. Otto ore dopo, Isinnova aveva realizzato il prototipo della valvola con una stampante 3D, rendendo il design disponibile a chiunque volesse produrlo.

 

Oltre 186mila valvole Charlotte sono state stampate in tutto il mondo seguendo il prototipo dell’azienda bergamasca. “Noi di Isinnova ne abbiamo stampato qualche centinaio, ovvero meno dell’1 per cento. Il restante 99 lo hanno fatto persone, aziende, enti, istituzioni che hanno visto del buono nella nostra idea e hanno deciso di supportarci”, sottolinea Fracassi.

Isinnova e Cristian Fracassi, multipremiati a livello internazionale

Isinnova, una startup nata nel 2014, è diventato ormai un centro di ricerca e innovazione fisica stimato a livello mondiale. È parte di progetti con l’Università di Stanford, in California e con la Nasa, oltre a far parte dei sei massimi esperti mondiali per uno studio sull’ossigeno della Fondazione Bill Gates.

“Operiamo in diversi settori, dall’industria al design, dal medicale al sociale, all’edilizia, passando per l’ambito energetico e del riciclo. Tra tutti i settori il medicale è sicuramente quello a cui sono più affezionato”, spiega il CEO di Isinnova. “Quando progetti qualcosa in ambito medicale non solo esprimi al meglio l’ingegneria ma il frutto del tuo lavoro si trasforma in un miglioramento per la vita di una persona. Inutile dire come questo generi doppia soddisfazione e appagamento”.

L’esposizione della valvola Charlotte al Victoria & Albert Museum è la ciliegina sulla torta per Fracassi. L’imprenditore bresciano ha infatti ricevuto il titolo di Cavaliere della Repubblica ed è il primo italiano a ritirare il Madre Teresa Award. Il prestigioso riconoscimento è dedicato a coloro che si distinguono per azioni di pace e impatto sociale nel mondo ed era stato conferito anche al Dalai Lama.

 

“In realtà quello che mi rende più fiero in assoluto è l’appoggio che migliaia di persone che non conosco mi hanno dato. Mi ha fatto capire che quando hai un progetto valido e riesci a dimostrarne agli altri l’utilità, allora troverai sempre persone disposte a correre con te”, aggiunge Fracassi con commozione.

Valvola Charlotte al dipartimento di Arte, Architettura, Fotografia e Design del V&A Museum

La valvola Charlotte, una maschera da snorkelling e il file digitale della valvola faranno parte della collezione del dipartimento di Arte, Architettura, Fotografia e Design al Victoria & Albert Museum, nel quartiere di South Kensington a Londra.

 

Gli oggetti erano già esposti in una mostra temporanea a tema Covid tenutasi nello stesso Victoria & Albert Museum. Oggi, dato il valore del progetto, il prestigioso museo londinese ha deciso di inserirli nella collezione permanente.

“Sapere che anche altri hanno saputo guardare oltre quel ‘piccolo pezzo di plastica’ per coglierne il significato più profondo mi riempie di gioia. Una giornalista qualche giorno fa mi ha detto: ‘ti rendi conto che quando tua figlia Beatrice andrà a Londra potrà vedere esposta la valvola Charlotte?’. Sinceramente non mi ci ero mai soffermato. Ma questo pensiero ora mi riempie di orgoglio e commozione, anche perché la valvola porta il nome della sua mamma, Carlotta”, conclude Cristian Fracassi.

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