Migrazione secondaria: presentato il primo volume del Comites

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Si è tenuta mercoledì scorso la presentazione del volume “La migrazione secondaria: il caso della comunità italo-bengalese” del Comites di Londra, in collaborazione con King’s College London.

Il Comites presenta la sua prima ricerca sulla migrazione secondaria con King’s College London

Mercoledì scorso, alla presenza del Console Generale Marco Villani e dei rappresentanti della comunità italo-bengalese in UK, il Comites di Londra ha presentato i risultati della prima fase di un progetto sul fenomeno della migrazione secondaria, in questo caso focalizzandosi sul caso della popolosa comunità italo-bengalese presente sul territorio britannico. La ricerca, condotta da un team di ricercatrici di King’s College a Londra, ha dato vita ad un volume (disponibile sul sito del Comites) che sintetizza le scoperte di oltre due anni di ricerca ed analisi.
Ad aprire l’evento sono stati il presidente del Comites, Alessandro Gaglione, ed il Console Generale Villani, il quale ha sottolineato l’importanza di capire meglio l’evoluzione della comunità italiana in Regno Unito, e che in quest’ottica “la migrazione secondaria è un tema di cui si parla molto anche con il Ministero degli Affari Esteri”.

La domanda alla quale proviamo a dare una risposta con questo progetto è: a chi si deve rivolgere il Comites?

Così Gaglione ha spiegato l’obbiettivo di questa prima (di tre) parti del progetto sulla migrazione secondaria, che andrà successivamente ad analizzare la comunità italo-brasiliana e quella degli italiani di seconda e terza generazione sul territorio britannico.

Lo studio nasce infatti da una necessità di comprensione della composizione della comunità italiana in UK, in modo tale da “mettere il potere della conoscenza al servizio della collettività”, come ha spiegato l’ex presidente del Comites ed ideatore del progetto, Pietro Molle.

 

I risultati della ricerca sulla comunità italo-bengalese in UK

A presentare i risultati della ricerca sono state Leila Simona Talani, professoressa presso King’s College London, e le ricercatrici Matilde Rosina e Giulia Monteleone. Fra i dati emersi spicca la suddivisione della comunità in termini di genere: quasi due terzi degli italo-bengalesi in UK sono uomini, che tendono ad essere più impiegati, ma anche ad avere meno titoli di studio delle loro controparti femminili.
Proprio a questo riguardo, nel corso degli interventi conclusivi della presentazione, il consigliere del Comites Golam Tipu, figura centrale nello sviluppo della ricerca, ha provato a dare una spiegazione a questo dato, sottolineando che le donne hanno generalmente avuto minori possibilità di ottenere la cittadinanza italiana, ma che il fenomeno della migrazione secondaria fra gli italo-bengalesi è in realtà spesso uno spostamento famigliare.
Un altro aspetto interessante emerso dalle interviste condotte è l’attaccamento culturale all’Italia, che specialmente fra le prime generazioni di italo-bengalesi emigrati in UK resta forte. A contribuire a questo fenomeno è la mancata inclusione della comunità nella collettività bengalese nel Regno Unito, che la ha spinta invece a mantenere un forte legame con l’Italia. Nonostante questo, permane il desiderio di rimanere in Regno Unito anche dopo Brexit e Covid, perché visto come un paese dove la mobilità sociale e le possibilità di trovare stabilità sono maggiori.
Sulle possibilità aperte da questo studio, nel corso del suo intervento Tipu ha tenuto a sottolineare l’importanza della conoscenza di questi dati.
Ora che la comunità si trova qui in UK, sta dando il meglio di sé come avrebbe fatto in Italia. Questo studio è un’opportunità importante per creare un legame fra maggioranza e minoranza e far crescere l’orgoglio italiano”.

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