Joe Sorren: Il Ritorno del Maestro del Surrealismo Impressionista alla Dorothy Circus Gallery di Londra

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L’artista Joe Sorren, maestro del Surrealismo Impressionista, torna alla Dorothy Circus Gallery di Londra. Le sue nuove tavole, con toni morbidi e vivaci, evocano emozioni che vanno dall’incanto alla profonda introspezione. La mostra, inaugurata il 12 marzo, sarà ospitata fino al 12 aprile. 

Londra Notizie 24 ospita con grande piacere l’intervista che la direttrice e fondatrice delle Dorothy Circus Gallery, Alexandra Mazzanti,  ha condotto direttamente con l’artista Joe Sorren.

(traduzione a cura di Silvia Pellegrino)

Dorothy Circus Gallery London
Dorothy Circus Gallery London, (copyright Tiffany Lin)

Grazie per esserti unito a noi, Joe, per discutere della tua ultima serie, “Between the Wrinkles”. Il tuo processo creativo è spesso descritto come ”organico”, con i dipinti che sviluppano la loro narrativa mentre li esegui. Essendo tu anche musicista, vedi dei parallelismi tra la natura improvvisativa della pittura e la struttura di una sinfonia?

Sì. E’ la natura del mio approccio; lavoro senza bozzetti o piani preparatori, permettendo alle opere di evolvere e anche di cambiare, ritrovandosi. E’ un po’ come se fosse una improv session a rallentatore.

Le tue opere d’arte spesso rappresentano temi di equilibrio e armonia in mezzo a forze contrastanti, come il giorno e la notte in pezzi come “Morning Had Broken”. Cosa ti spinge ad esplorare questo equilibrio e come gestisci l’interazione degli elementi tra loro opposti nel tuo lavoro?

Trovare quell’equilibrio, creare spazi dove le persone possono muoversi tra quei contrasti, è una delle gioie che provo nel creare immagini.

Yaneise Ramos at DCG London
Yaneise Ramos at DCG London, (copyright Tiffany Lin)

Secondo te, quale è la principale sorgente d’ispirazione per la tua arte: la tranquillità della notte, l’energia del giorno, le prove che la vita ti propone, o la speranza di un nuovo inizio?

Una tra quelle quattro? Posso sceglierle tutte?

Come si manifestano queste ispirazioni nel tuo processo creativo e nei temi che esplori nei tuoi dipinti?

Suppongoche tutto, dalla sensazione che provi quando nuoti in una giornata calda alla gioia di essere con coloro che amiamo e le follie che possono accadere in quei momenti trovano il modo di arrivare mentre dipingo per poterci ”giocare”.

Che Fai? & The Morning has Broken by Joe Sorren, photo courtesy of Amelie Bolshoi
Che Fai? & The Morning has Broken by Joe Sorren (copyright Amelie Bolshoi)

La tua tecnica artistica è innegabilmente unica: mescola elementi dell’impressionismo, dell’astrattismo e di una sottile estetica Pop art. Potresti guidarci attraverso la genesi di questo stile cosi distintivo?

Innanzitutto grazie. Dunque, sono attratto per esempio da come De Kooning manipolava la pittura, il suo uso di colori puri che si mescolavano  in un ”fango glorioso”;  l’energia del suo tratto è così potente. Mi sento similmente ispirato, come sono sicuro lo siamo tutti, dagli impressionisti. Il loro lavoro rimane così fresco, tra i primi a lasciare che il tratto del pennello diventasse una voce importante nella storia, mi spiego?

Cosa succede all’interno degli strati dei tuoi dipinti?

Nel costruire gli strati mi concentro sulla fluidità di ciò che e’ in divenire cosi da poter essere aperto a stimoli e suggerimenti, lasciando che i concetti si sviluppino liberamente.

C’è una complessità nel tuo lavoro che si rivela, ad più attento esame, con strati di movimento e texture sotto la superficie. Come affronti il processo di stratificazione dei colori e delle texture nei tuoi dipinti, e cosa speri che gli spettatori scoprano in queste profondità nascoste?

È come se ogni pezzo presentasse una serie di domande diverse, e mentre lavoro attraverso gli strati, mi chiedo di cosa l’opera abbia bisogno per creare movimento e texture nel design. Spero che questo si evinca e venga considerato nella narrazione.

Christian Vit & Alexandra Mazzanti at DCG London, photo courtesy of Amelie Bolshoi
Christian Vit & Alexandra Mazzanti at DCG London, (copyright Amelie Bolshoi)

Come descriveresti la tua missione artistica a qualcuno che è familiare con una vasta gamma di stili e movimenti artistici? Cosa distingue il tuo lavoro e la tua voce artistica nel fitto panorama dell’arte contemporanea?

Amo quella sensazione di quando il tempo scompare e tu sei immerso dentro al lavoro e contemporaneamente lo stai capendo sempre più in profondità. È il momento capisco di più il mio scopo artistico.Va bene come dichiarazione d’intenti? La mia missione? (ride)

Silvia Pellegrino
Silvia Pellegrino
Silvia è una scrittrice italiana, nata e cresciuta a Roma, e attualmente residente a Londra. Si è appassionata alla scrittura fin da quando era bambina, e ha iniziato a comporre poesie all'età di dieci anni. Cresciuta in una famiglia matriarcale, ha sviluppato un interesse per l'universo femminile, che ha ispirato il suo libro di racconti 'The Spoons'Tales'. Quest'ultimo, ancora in lavorazione, racconta le donne, indagando diversi temi: dalla sessualità al rapporto con il proprio corpo; dall'amore alla morte. Appassionata sia di letteratura che di cinema, ha scritto la sceneggiatura del cortometraggio di video-poesia 'The Molluscs Revenge', diretto e prodotto dalla società di produzione video @studio_capta, nel 2020. Silvia ha individuato nella videoarte e nella videopoesia il perfetto contenitore di contenuti dove far incontrare linguaggi diversi, percepiti come strumento di analisi interpretativa in grado di reificare le diverse sensibilità artistiche, trasformandole in immagini poetiche. Ha collaborato inoltre con il quotidiano nazionale online @larepubblica e la rivista @sentieriselvaggi scrivendo diversi articoli e recensioni cinematografiche dal 2012 al 2016. Nel 2020 il suo racconto “Una lupa mannara italiana a Londra” è stato uno dei vincitori del concorso di scrittura @IRSE RaccontaEstero.

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