Fabrizio Paterlini emoziona con il suo concerto a Conway Hall

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Grande successo per il concerto di Fabrizio Paterlini a Conway Hall: platea piena per un concerto dall’alto carico emotivo.

Fabrizio Paterlini emoziona a Conway Hall

Sono note malinconiche ma anche colme di energia quelle uscite dal pianoforte di Fabrizio Paterlini lo scorso giovedì 15 settembre nella Conway Hall di Holborn, dove un pubblico di oltre trecento spettatori ha assistito al concerto del pianista mantovano. In un viaggio musicale arricchito da elementi visuali ad accompagnare la prima serie di pezzi proposti da Paterlini, si è notato immediatamente un pubblico che si è lasciato trasportare dall’alto carico emotivo dei brani.

L’evento, parte del “Lifeblood tour” organizzato dall’agenzia ItaliaES, è stato il primo di due nel Regno Unito per Paterlini, che il 17 settembre si è esibito presso la Stroller Hall di Manchester. Intervistato prima del concerto, l’artista ha spiegato il suo legame particolare non solo con il Regno Unito, ma con i paesi del Nord Europa in generale, dove i suoi suoni caratteristici (nei quali si sente anche l’influenza di pianisti come Ludovico Einaudi, pur mantenendo una struttura unica) sono più apprezzati.

Ad accogliere gli spettatori è stato un video animato, riprodotto prima dell’inizio del concerto, rappresentante il pianista stesso in volo sopra la città di Mantova. In questo modo, ha raccontato in apertura del concerto, Paterlini mostra e condivide casa sua con il pubblico.

“Ogni volta che visito una nuova città per un concerto,” ha raccontato “voi mi mostrate casa vostra. Ecco, con questo video spero di fare lo stesso, portando un po’ di casa mia ovunque io vada.”

La “scintilla” di Paterlini

Ma c’era anche dell’altro al breve video introduttorio del concerto, rappresentativo anche del percorso creativo di Paterlini. Il rientro a casa dopo un periodo di distanza, ha spiegato, rappresenta la sua occasione di catturare la “scintilla”, nel caso del video rappresentata da una stella, e trasformarla in musica. Così nascono le melodie del talento modenese, che racconta di non amare molto l’eccessiva lavorazione dei suoi pezzi, e di preferire il farsi trasportare dall’ispirazione.

Spesso quest’ispirazione porta alla composizione di brani malinconici, che trattengono però un’energia positiva che viene trasmessa all’ascoltatore. È anche questo lo spirito dietro la frase con la quale si apre la biografia di Paterlini sul suo sito web: “Comporre musica triste mi rende più felice”.

Intervistato prima dell’inizio del concerto, ha spiegato come la musica dai toni tristi o malinconici spesso rappresenta una forma di consolazione per le persone, un modo per veicolare le sensazioni negative. Questo, ha raccontato, si è tradotto in molti ringraziamenti da parte di ascoltatori per l’aiuto offerto dalla sua musica, il che rappresenta una forma di soddisfazione particolare ed unica.

Non sono mancati momenti di leggerezza nel corso del concerto, dove il dialogo fra artista e pubblico non si è limitato alle note provenienti dal pianoforte e la risposta emotiva dei presenti. Introducendo la seconda serie di brani della serata, Paterlini si è lasciato andare ad un allegro siparietto, rimarcando come i suoi brani preferiti siano quelli che poi rimangono inosservati dal pubblico.

“Quando mi piace un pezzo, a voi non frega nulla” ha rimarcato, scherzando.

Il concerto si è concluso con il saluto di Paterlini, che si è fermato per scambiare qualche chiacchiera con il pubblico, che ha apprezzato enormemente il lavoro e la performance dell’artista.

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