Mentoring Programme UIS: “Vogliamo diventi un progetto annuale”

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Seconda parte dell’intervista a UIS per il loro mentoring programme. Le aspettative: “Diventare un’istituzione per supportare gli studenti”.

Qui la seconda parte dell’intervista pubblicata una settimana fa.

Mentoring programme: “Ne beneficiano anche i mentors”

Prima di passare alla collaborazione con Lead the Future per l’ambito STEM, parliamo di Finanza, Legge e Consulting. Perché scegliere proprio questi tre?

Guardandoci intorno, ci siamo resi conto che questi sono i tre campi più gettonati. D’altronde sono anche quelli dove il mentoring programme ha più senso e può contribuire di più alla crescita dello studente.

Infine, è in questi ambiti che il networking funziona di più. Per questo motivo, bisogna chiudere il gap nelle disuguaglianze di opportunità. Ovviamente, non escludiamo la possibilità di coprire più settori lavorativi possibili in futuro.

Quali sono i nomi che avete raccolto nella rosa di mentors?

La lista dei mentors è consultabile sul nostro sito e siamo fieri di definirla ricca e diversa.

Per quanto riguarda Legge, vogliamo ringraziare la British Italian Law Association (BILA) che ha offerto alcuni dei mentors membri dei più prestigiosi studi di Italia ed Inghilterra.

In Consulting, ci sono i nomi dei top firms tra cui: Deloitte, BCG, McKinsey, EY, Bain & Company. Proprio in Bain siamo riusciti ad ottenere il supporto di un Senior Partner. Da Deloitte, invece, abbiamo l’Head of M&A di Deloitte Legal Italia.

Infine, Finanza raccoglie i nomi più gettonati: BlackRock – presente con un managing directorGoldman Sachs, Blackstone, per citarne alcuni.

Guardando il roster di mentors e la logistica del programma, risulta evidente il vantaggio per gli studenti partecipanti. Quali sono, invece, i motivi per cui un mentor dovrebbe far parte del team?

Innanzitutto, i mentor entrano in contatto con giovani motivati e talentuosi. C’è la possibilità di creare relazioni a lungo termine, sia di natura amichevole, sia di natura lavorativa. Da queste relazioni, i mentors ne traggono anche una palestra per le soft skills, sempre più richieste negli ambiti proposti.

Insomma, si tratta di mettere in contatto la nuova leva dei cervelli in fuga in Regno Unito. E abbiamo notato tanta solidarietà italiana da parte dei mentors, a cui siamo estremamente grati. 

L’ambito STEM e le ambizioni del progetto

Di recente è stata annunciata la collaborazione con i ragazzi di Lead the Future per garantire uno spin-off del Mentoring Programme dedicato alle pratiche STEM. Di cosa si tratta?

Sappiamo quanto trovare mentors nelle discipline STEM sia difficile, sopratutto per via dell’ampio raggio d’azione di questo ambito.

Lead The Future è già impegnata in questi termini da diversi anni. Parlando con i ragazzi di LTF, ci siamo resi conto di quanto le due organizzazioni siano vicine in termini di valori ed impegni. Anche loro cercano di garantire sempre il miglior accoppiamento mentee-mentor, in linea con la nostra filosofia. Potremmo definire questa collaborazione un “supporto esterno” per quanto riguarda un settore leggermente più problematico. Siamo loro molto grati. Così condividiamo gli sforzi per creare una community italiana a legata all’ambito STEM. 

Per concludere, quali sono le aspettative di questo progetto?

Un obiettivo è sicuramente rinnovare il progetto annualmente. Tuttavia, distinguendo i risultati in due finestre temporali, potremmo dire che, a breve termine, il successo verrà visto dal numero di application ricevute (già importante) e dalla soddisfazione degli studenti.

A lungo termine, invece, sarà interessante vedere come queste relazioni si trasformeranno in opportunità lavorative, che è l’obiettivo principale del programma.

Possiamo, però, definirci già contenti di un piccolo successo: avere ottenuto mentors dai curriculum importanti, diversificando la lista anche in termini di parità di genere.

Infine, il programma è coerente alle mire di UIS: diventare il punto di riferimento per supporto e promozione dell’italianità nel Regno Unito. 

Per rileggere la prima parte dell’intervista, andare al link. Sui social, invece, rimanete aggiornati alle ultime novità italiane in Regno Unito.

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