Dietro le quinte del cinema, la verità e nient’altro che la verità al 3,2,1 Action!

Date:

Ci avevano promesso che sarebbero tornate con ospiti di grande rilievo, professionisti, rappresentanti della maestranza cinematografica senza peli sulla lingua, e così è stato. Ovviamente noi al 3, 2, 1 Action! Vol. 2 di Giorgia Cecconi e Alessandra Gonnella (Nervosa Pictures) non potevamo mancare.

Giorgia Cecconi e Alessandra Gonnella della Nervosa Pictures al secondo appuntamento di 3,2,1 Action!
Giorgia Cecconi e Alessandra Gonnella della Nervosa Pictures al secondo appuntamento di 3,2,1 Action! (copyright Pietro Ciciriello)

Il secondo appuntamento, tenutosi nell’esclusiva cornice dell’Istituto Italiano di Cultura a Londra, è apparso come una via di mezzo tra networking cinematografico e intimo confessionale. Ad aprire la serata Alessandra Gonnella e Giorgia Cecconi, che hanno chiamato sul palco gli invitati uno per uno, di cui riproponiamo l’appello:

  • Fabio Amurri (Composer, ha lavorato, tra gli altri, per Call My Agent Italia, Miss Fallaci, Vita Da Carlo)
  • Kleise Begaj (VFX Technical Director, ha lavorato per film come Avengers the Civil War – nominato agli Oscar)
  • Lorenzo Bertolazzi (Location Manager di film come Empire of Light di Sam Mendes)
  • Valerio Bonelli (Producer e responsabile editing di film quali Philomena, The Darkest Hour, The Martian)
  • Giacomo Mineo (VFX Supervisor, ha lavorato per film come Oppenheimer di Christopher Nolan)
  • Teresa Orlando (First Director Assistant, ha lavorato per film come Dune 1 & 2, Watchmen, Emily)
  • Eleonora Pesci (Acquisitions Manager per Curzon)
  • Nicola Sadori (Art Director, che ha lavorato in film come Silo, 355, Pennyworth)
  • Dimitri Scarlato (Music Composer, tra i lavori più recenti c’è il film Folle D’Amore: Alda Merini di Roberto Faenza)
  • Marco Scotti (Costume Supervisor, Costume Designer, ha lavorato per film come Sherlock Holmes: A Game of Shadows, e The King’s Speech)

A turno hanno preso parola rispondendo dapprima alle domande della host-mediatrice Giorgia Cecconi e poi del pubblico.

Oltre a racconti aneddotici, come attori con le caldane in pieno inverno che pretendono l’aria condizionata sul set, i topic toccati sono stati molti e densi di significato.

Panel di ospiti per il secondo appuntamento del 3,2,1 Action! All'istituo Italiano di Cultura
Panel di ospiti per il secondo appuntamento del 3,2,1 Action! All’istituo Italiano di Cultura (copyright Pietro Ciciriello)

Parliamo di gentilezza

“Tra le difficoltà che s’incontrano nel campo lavorativo e in particolare nell’industria cinematografica, ci sono degli aspetti cruciali da cui dipende la riuscita di un film. Il primo è sicuramente la gentilezza”.

È molto serio Giacomo Mineo, professionista VFX, che oltre ad essersi trasferito anni fa da Milano a Londra con l’intento di garantire un futuro migliore alla sua famiglia, ha dovuto ricominciare daccapo, costruendosi una brillante carriera, non senza difficoltà. Da migrante, padre, marito, professionista, appassionato di cinema e cioccolato, Giacomo ha condiviso con il pubblico un messaggio potente, che spesso nello show business fatto di competizione spietata e pompatissimo egocentrismo, ha toccato le corde più umane nell’affrontare rapporti lavorativi in un’industria in continuo cambiamento. Tra Brexit, crisi economiche, guerre e pandemia, Giacomo Mineo ci ha ricordato che la collaborazione e il mutuo soccorso sono imprescindibili per far funzionare gli ingranaggi della macchina-cinema.

Meritocrazia in Italia, quella sconosciuta

“Quando ho varcato la soglia del cinema in Italia ciò che ho immediatamente notato è stata l’assenza di meritocrazia. Le persone mi dicevano che avrei dovuto passare anni a servire caffè prima di poter fare qualcosa di creativo. Mi sono detto: no, grazie”.

Valerio Bonelli, altro professionista di lunga e ammirevole carriera, tocca il tasto dolente del sogno meritocratico in terra italica. Considerazione rivangata in molteplici occasioni e settori, che sfortunatamente sembra non passare mai di moda.

Le maestranze italiane che fanno scuola (nonostante tutto)

Se però l’approccio del “chiamiamo l’amico dell’amico così lo paghiamo di meno” continua a sopravvivere imperituro, il Costume Supervisor Marco Scotti ci ha tenuto a sottolineare che:

“Le persone che lavorano nel mio campo in Italia hanno sicuramente un altro approccio. Nel Regno Unito il mio dipartimento è molto organizzato, tutti rappresentano un anello specifico della catena. In Italia invece tutti fanno tutto. Prima di poter diventare un Costume Designer o un Costume Supervisor, devi necessariamente attraversare diversi passaggi che includono per esempio il saper trattare un determinato tessuto. C’è, diciamo, una componente più artigianale che mi ha aiutato moltissimo appena arrivato in UK perché ero dotato di skills diverse che molti colleghi e colleghe qui non possedevano”.

Nelle grandi corporate inglesi e americane, dove ognuno ha un ruolo specifico, la produzione non si focalizza sulla riduzione del budget ”a tutti i costi”, e lo star system se la tira molto meno degli attori e delle attrici dell’ei fu bagaglino, non mancano piccoli teatri dell’orrore.

Panel di ospiti per il secondo appuntamento del 3,2,1 Action! All'istituo Italiano di Cultura (copyright Pietro Ciciriello)
Panel di ospiti per il secondo appuntamento del 3,2,1 Action! All’istituo Italiano di Cultura (copyright Pietro Ciciriello)

Un tick the box che si regge sul seguire “il compitino” senza però approfondire e fornire strumenti adeguati

Uno dei momenti più significativi della serata è stato infatti l’intervento di una delle due donne presenti tra gli ospiti: la First Director Assistant Teresa Orlando. La Oralndo ci ha raccontato che non molto tempo fa l’industria cinematografica era ad un passo dal perdere il suo brillante contributo per aver ricevuto sul campo ininterrotti atti di bullismo. Mi viene da chiedere a chi ci legge e che vive nel Regno Unito se abbia riscontrato nella sua esperienza lavorativa, da un lato l’impegno delle aziende nell’educare gli impiegati all’inclusività, all’accoglienza della diversità, ma dall’altro proprio alla luce di tale impegno abbia anche visto le ombre che celano questa dichiarazione d’intenti sotto una polverosa coltre di superficialità. Un tick the box che si regge sul seguire “il compitino” senza però approfondire e fornire strumenti adeguati.

Kleise Begaj, VFX Technical Director ed ex calciatore professionista messo in panchina da un brutto infortunio, non si è risparmiato nel mettere in luce gli aspetti più disagevoli del suo settore.

“C’è molta competitività ma anche molta ignoranza. Spesso non si conosce neanche la differenza tra VFX, effetti speciali e CGI. Ma soprattutto non si dà credito ai professionisti del mio settore, tanto in UK quanto in Italia. In moltissimi film tutte le persone che hanno lavorato con impegno e dedizione nel realizzarli, non sono neanche citate nei credits finali”.

Panel di ospiti per il secondo appuntamento del 3,2,1 Action! All'istituo Italiano di Cultura (copyright Pietro Ciciriello)
Panel di ospiti per il secondo appuntamento del 3,2,1 Action! All’istituo Italiano di Cultura (copyright Pietro Ciciriello)

Vale ancora la pena chiedere se sia meglio lavorare in Italia o nel Regno Unito?

E allora non vale neanche più la pena porre ai professionisti domande che li portano a dire se sia meglio lavorare in Italia o in UK, dal momento che le brutture di questa industria in particolare sembrano non conoscere confini. Rimane la speranza però che eventi corali come 3, 2, 1 Azione! si ripetano, creino nuova consapevolezza e da questa un’apertura non solo mentale ma anche più pragmatica di collaborazione. E che luoghi istituzionali come l’Istituto Italiano di Cultura accolgano e supportino sempre più connazionali che auspicano e lavorano duramente per concretizzare tale cambiamento.

Vedremo di cosa si discuterà durante l’ultimo incontro di 3, 2, 1 Azione! previsto per il 10 luglio. La partecipazione e l’intervento sono essenziali.

Nel ringraziare nuovamente Giorgia Cecconi e Alessandra Gonnella della Nervosa Pictures, speriamo di vedervi lì, ancor più numerosi.

Silvia Pellegrino
Silvia Pellegrino
Silvia è una scrittrice italiana, nata e cresciuta a Roma, e attualmente residente a Londra. Si è appassionata alla scrittura fin da quando era bambina, e ha iniziato a comporre poesie all'età di dieci anni. Cresciuta in una famiglia matriarcale, ha sviluppato un interesse per l'universo femminile, che ha ispirato il suo libro di racconti 'The Spoons'Tales'. Quest'ultimo, ancora in lavorazione, racconta le donne, indagando diversi temi: dalla sessualità al rapporto con il proprio corpo; dall'amore alla morte. Appassionata sia di letteratura che di cinema, ha scritto la sceneggiatura del cortometraggio di video-poesia 'The Molluscs Revenge', diretto e prodotto dalla società di produzione video @studio_capta, nel 2020. Silvia ha individuato nella videoarte e nella videopoesia il perfetto contenitore di contenuti dove far incontrare linguaggi diversi, percepiti come strumento di analisi interpretativa in grado di reificare le diverse sensibilità artistiche, trasformandole in immagini poetiche. Ha collaborato inoltre con il quotidiano nazionale online @larepubblica e la rivista @sentieriselvaggi scrivendo diversi articoli e recensioni cinematografiche dal 2012 al 2016. Nel 2020 il suo racconto “Una lupa mannara italiana a Londra” è stato uno dei vincitori del concorso di scrittura @IRSE RaccontaEstero.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Condividi il post:

spot_imgspot_img

In questa sezione

Articoli correlati
Related

Cosa siamo nel buio, un successo le presentazioni di Tobia Rossi in tutta Italia

Tobia Rossi ha trasposto nel racconto Cosa siamo nel...

Il talento ribelle di Dee DeLuca – dallo stage (italiano) non retribuito a Anthony Hopkins

Daria Dee DeLuca, cantante e attrice italiana pluripremiata, è...

Vi presento Roberto Costa (come non lo avete mai visto)

Recentemente ho avuto il piacere d’intervistare Giorgio Poggio, Managing...

La storia di Camillo Bistrò – la leggi e ti arriva un regalo

Raccontavo giorni fa in questo articolo di quanto gli...