Continuano gli scioperi in Regno Unito: NHS in crisi

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Continuano gli scioperi in Regno Unito: dopo i trasporti bloccati, ora è l’NHS a essere in crisi.

Lo sciopero degli infermieri del Regno Unito mette in crisi l’NHS

Le sfide per il governo del neo Premier Sunak non accennano a fermarsi. Anzi, paiono moltiplicarsi di settimana in settimana. Dopo le ondate di scioperi che hanno colpito i trasporti del Regno Unito (i quali sono ancora in corso e non si fermeranno neanche a dicembre), ora è il turno degli infermieri britannici. Lo sciopero, indetto dal sindacato di categoria Royal College of Nursing (e da altri), ha un che di storico ed epocale.

In 106 anni dalla sua fondazione, l’Rcn non aveva mai minacciato di paralizzare il sistema sanitario nazionale del Regno Unito. Lo sciopero, su scala nazionale, è previsto nei prossimi mesi e rischia di mettere in crisi un NHS già funestato da tagli e problematiche mai risolte. Infatti molti degli ospedali più grandi in Inghilterra vedranno l’azione di sciopero dei membri dell’Rcn. Tutti i datori di lavoro dell’NHS nell’Irlanda del Nord e in Scozia saranno inclusi e tutti i consigli sanitari del Galles, tranne uno, hanno raggiunto soglie legali sufficienti per partecipare.   

I membri che lavorano al St. Thomas’ Hospital di Londra, di fronte alla Camera dei Comuni, intraprenderanno un’azione di sciopero. A unirsi a loro anche i membri che lavorano in altri importanti ospedali delle capitali del Regno Unito: il Royal Infirmary di Edimburgo, l’University Hospital of Wales di Cardiff e il Royal Victoria Hospital di Belfast

L’azione sindacale dovrebbe iniziare entro la fine di quest’anno e protrarsi fino a maggio 2023. Inoltre anche i membri appartenenti al sindacato Unite (il quale conta circa centomila infermieri iscritti) hanno aderito all’iniziativa. Per il Primo Ministro Rishi Sunak si prospettano mesi duri. Riuscirà il Premier britannico ad andare incontro e soddisfare le richieste degli scioperanti? Al momento una soluzione pare difficile. dato che lo stesso Sunak le ha recentemente bollate come “spese insostenibili”. I trattamenti d’emergenza e life-saving saranno garantiti, ma rimane una magra consolazione dinanzi all’ondata di scioperi che sta colpendo il Regno Unito.

Le motivazioni dietro gli scioperi

Cosa c’è dietro questo sciopero dalla portata storica? Le motivazioni dietro quest’azione sindacale sono le stesse che hanno caratterizzato gli scioperi dei trasporti. Ovvero, si richiedono condizioni lavorative migliori e un aumento salariale. Aumento salariale motivato in particolare dal parallelo aumento dell’inflazione e del costo della vita inglese. E nonostante pare ci sia uno spiraglio di trattativa con il governo scozzese, al momento pare che il governo britannico non voglia accogliere la possibilità di alzare il salario degli infermieri del 5% al di sopra dell’inflazione RPI. Il che equivarrebbe ad un effettivo aumento salariale del 17%. Gli infermieri affermano che la loro retribuzione in termini reali è diminuita del 20% nell’ultimo decennio.

Nel frattempo, la loro categoria lavorativa si è classificata al primo posto su 30 professioni nell’indice annuale di veridicità Ipsos. Gli infermieri sono stati aggiunti alla lista soltanto nel 2016 ma da allora sono sempre arrivati primi. Nel frattempo però, sempre nello stesso sondaggio che vede 3 votanti su 5 supportare gli scioperi, più della metà degli intervistati asserisce che la richiesta di aumento salariale sia troppo alta. Gli scioperi dovrebbero iniziare il mese prossimo e protrarsi per 6 mesi, fino a maggio 2023.

Simone Platania
Simone Platania
Studente in "Lingue, Culture, Letterature e Traduzione" presso La Sapienza di Roma. Co-autore del libro "Inferno a Kabul". Traduttore e scrittore freelance.

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