Zucchero alla Royal Albert Hall: un viaggio lungo quarant’anni tra musica, ricordi e connessioni Umane

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Se dovessi utilizzare una sola frase come metonimia che riassumi il concerto di Zucchero, inaugurato alla Royal Albert Hall di Londra per il suo tour internazionale “OVERDOSE D’AMORE WORLD WILD TOUR” sarebbe ”scultura in movimento’’.

Partiamo dalla struttura eclettica dell’iconica venue che incorporando elementi di stili architettonici diversi, come il rinascimento italiano e l’architettura classica greca e romana, ha rappresentato ”il contenitore” perfetto per accogliere la formazione internazionale della band di Zucchero Sugar Adelmo Fornaciari, e il suo pubblico. Un bassorilievo di corpi, luci, colori e suoni interconnessi.

Overdose D'amore World Wild Tour, Billy Lockett
Billy Lockett (copyright Luigi Russo)

Ad aprire il concerto, il giovane piano man Billy Lockett di Northampton

Ad aprire il concerto, il giovane piano man Billy Lockett di Northampton, che ha raccontato, seduto su uno sgabello posto di fronte ad una tastiera, di essersi lasciato dopo dieci anni con l’amore della sua vita. ”Saro’ onesto con voi: ho scritto questa canzone due settimane fa e non ero sicuro di riuscire a suonarla, ma ci provo lo stesso”.

Il ”codice” della sua performance ha ruotato attorno a una brillante capacità di aprirsi all’audience senza esibizionismi performativi, come a dire – sono qui di fronte ad un pubblico che (per sua stessa ammissione) non eguaglia in numero i miei followers sui social. Sono qui solo per voi, ed e’ un sogno che si avvera.

Proseguendo poi, tra un brano e l’altro, ha dichiarato di non avere alcuna grande etichetta alle spalle, ma solo sua madre, ovviamente seduta tra il pubblico. Emotivamente catturati ci ha poi coinvolti nella sua performance, accendendo un coro ancor più carico e pronto ad accogliere la star della serata.

Billy ci ha dunque salutati con un sorriso bello e timido, cosi come è arrivato.

Overdose d'amore world wild tour, Zucchero, Billy Lockett
Billy Lockett (copyright Luigi Russo)

Le luci si sono spente, per riaccendersi qualche istante dopo illuminando Zucchero e la sua incredibile band

Le luci si sono spente, per riaccendersi qualche istante dopo illuminando Zucchero e la sua incredibile band: Polo Jones (Musical director, bass), Kat Dyson (guitars, bvs), Peter Vettese (hammond, piano and synth), Mario Schilirò (guitars), Phil Mer (drums), Nicola Peruch (keyboards), Monica Mz Carter (drums, percussions), James Thompson (horns, bvs), Lazaro Amauri Oviedo Dilout (horns), Carlos Minoso (horns) e Oma Jali (backing vocals).

Zucchero Overdose d'amore tour Royal Alber Hall
Zucchero alla Royal Alber Hall (copyright Luigi Russo)

Non e’ certo inedita l’abilita del cantante reggiano di riuscire a circondarsi di musicisti eccezionali (basti ricordare gli esordi al Festival di San Remo del 1985 con la Randy Jackson Band che eseguì il pezzo ”Donne”). Titolo che, tra l’altro, viene in aiuto per proseguire questo racconto scritto da chi a Zucchero, non solo per cultura musicale ma anche dal punto di vista emotivo, deve moltissimo. La prima menzione speciale va infatti alla cantante camerunense Oma Jali, dotata di una voce e una presenza scenica da pelle d’oca, al punto che se dovesse dar vita ad una nuova religione non stenterei a riconoscerla come divinità, estremamente terrena, dai poteri celesti. A seguire, la batterista Monica Mz Carter, nata e cresciuta a Claveland, Ohio, il cui innegabile talento e’ stato avvalorato e supportato da un’energia portentosa. Da supernova.

Infine, la chitarrista e cantante Kat Dyson, che vanta collaborazioni musicali con artisti come Cyndi Lauper, Prince, Sheila E, Nona Hendryx, Divinty Roxx, Natalie Cole, Ivan Neville, Donny Osmond, e tanti altri, che ha incantato il pubblico con la sua ieraticita’ corporea interrotta dal movimento fluido della mani sulla chitarra.

Zucchero alla Royal Alber Hall, Overdose d'amore tour
Zucchero alla Royal Alber Hall (copyright Luigi Russo)

Zucchero infatti ha omaggiato il maestro Luciano Pavarotti cantando ”Miserere”

Sul leitmotiv della parola ”donne” merita altrettanta attenzione  il momento che ha sublimato il concerto non solo con l’iconica canzone ”Senza una donna” (secondo posto nella classifa Britannica di trent’anni fa), ma anche immortalato sul palco della Royal Albert Hall l’amicizia tra Zucchero e Jack Savoretti. Un’interpretazione toccante, eco di un’altra altrettanto densa di significato. Zucchero infatti ha omaggiato il maestro Luciano Pavarotti cantando ”Miserere” mentre sui maxi schermi il volto in bianco e nero del Tenore appariva maestoso e ricco di sfumature attraverso la sua voce immortale. ”Questo applauso e’ per Luciano”. Cosi Zucchero ha brindato alla sua vita.

Zucchero alla Royal Alber Hall, Overdose d'amore tour
Zucchero alla Royal Albert Hall (copyright Luigi Russo)

La parabola dell’OVERDOSE D’AMORE WORLD WILD TOUR sta però nell’interconnessione, tra corpi, luci, colori e suoni, ma anche tra generazioni diverse

La parabola dell’OVERDOSE D’AMORE WORLD WILD TOUR sta però nell’interconnessione, come si diceva all’inizio, tra corpi, luci, colori e suoni, ma anche tra generazioni diverse. Madri, padri, figli e figlie hanno cantato, sorriso, ballato, applaudito, gridato l’amore per Zucchero e la sua band in una dimensione senza spazio e senza tempo. Immensa come la sua voce. Io stessa, presa dall’emozione, non ho potuto fare a meno di chiamare mio padre alle prime note di ”Celeste”, chiudere gli occhi e immaginare di essere li con lui, in quel momento. E farlo ridere, bestemmiare, piangere, sospirare. Vivere.

Zucchero alla Royal Albert Hall, Overdose d'amore tour
Zucchero alla Royal Albert Hall (copyright Luigi Russo)

Qualcuno dagli spalti ha urlato ”Sei unico”

Adelmo Fornaciari, buono con pane e zucchero, era sul palco ma anche seduto accanto a noi. Con la chitarra a mani ferme e il microfono che sfiorava le labbra, ha condiviso i suoi ricordi legati alla Londra di Camden Town, al fish and chips, alla stessa Royal Albert Hall dove nel 1990 apri’ il concerto a Eric Clapton, e allo stesso albergo che non ha e non vuole cambiare. Qualcuno dagli spalti ha urlato ”Sei unico” e la sua unicità forse vive proprio in questo suo magnetismo dal sapore nostalgico, in cui il coraggio di perseguire l’amore per la musica l’ha portato a rinunciare a ”tutto” e ad avere ”tutto” in cambio. Come dice la canzone scritta assieme al caro amico Francesco Guccini ”Un soffio caldo’’ che l’ha reso un uomo libero.

Zucchero alla Royal Albert Hall, Overdose d'amore tour
Zucchero alla Royal Albert Hall (copyright Luigi Russo)

Dopo i 3 spettacoli alla Royal Albert Hall, il “Overdose D’Amore World Wild Tour” continuerà in Danimarca, Svezia, Norvegia, Finlandia, Estonia, Lettonia, Lituania, Bulgaria, Stati Uniti, Canada, Francia, Monaco, Germania, Paesi Bassi, Austria, Slovacchia e altri paesi in fase di definizione… con una tappa imprescindibile in Italia, in cui si terranno 5 straordinari eventi prodotti da Friends & Partners:

  • 23 giugno presso il Bluenergy Stadium – Stadio Friuli di Udine;
  • 27 giugno presso lo Stadio Dall’Ara di Bologna;
  • 30 giugno presso lo Stadio Franco Scoglio di Messina;
  • 2 luglio presso lo Stadio Adriatico Giovanni Cornacchia di Pescara;
  • 4 luglio presso lo Stadio San Siro di Milano.

Silvia Pellegrino
Silvia Pellegrino
Silvia è una scrittrice italiana, nata e cresciuta a Roma, e attualmente residente a Londra. Si è appassionata alla scrittura fin da quando era bambina, e ha iniziato a comporre poesie all'età di dieci anni. Cresciuta in una famiglia matriarcale, ha sviluppato un interesse per l'universo femminile, che ha ispirato il suo libro di racconti 'The Spoons'Tales'. Quest'ultimo, ancora in lavorazione, racconta le donne, indagando diversi temi: dalla sessualità al rapporto con il proprio corpo; dall'amore alla morte. Appassionata sia di letteratura che di cinema, ha scritto la sceneggiatura del cortometraggio di video-poesia 'The Molluscs Revenge', diretto e prodotto dalla società di produzione video @studio_capta, nel 2020. Silvia ha individuato nella videoarte e nella videopoesia il perfetto contenitore di contenuti dove far incontrare linguaggi diversi, percepiti come strumento di analisi interpretativa in grado di reificare le diverse sensibilità artistiche, trasformandole in immagini poetiche. Ha collaborato inoltre con il quotidiano nazionale online @larepubblica e la rivista @sentieriselvaggi scrivendo diversi articoli e recensioni cinematografiche dal 2012 al 2016. Nel 2020 il suo racconto “Una lupa mannara italiana a Londra” è stato uno dei vincitori del concorso di scrittura @IRSE RaccontaEstero.

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