Un bambino di nome Porro, alla Casa Italia di Londra la prima presentazione pubblica

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E’ stato presentato sabato 11  novembre alla Casa Italia di Londra “Un bambino di nome (A boy called) Porro”, libro in due lingue (inglese e italiano)  rivolto a bambini dagli 8 ai 12 anni, scritto da Penny Culliford.

Un bambino di nome Porro, alla Casa Italia di Londra la prima presentazione pubblica

Penny Culliford alla  presentazione del libro “Un bambino di nome (A boy called) Porro”, a Londra.
Penny Culliford alla presentazione del libro “Un bambino di nome (A boy called) Porro”, a Londra.

Sabato 11 Novembre “Un bambino di nome (A boy called) Porro”, libro in due lingue (inglese e italiano)  rivolto a bambini dagli 8 ai 12 anni, è stato presentato al pubblico di Londra.

La serata è stata organizzata da Tricolore Theatre Company, che nel 2019 ha messo in scena questa storia di riscatto da una situazione di bullismo scolastico attraverso un viaggio fantasioso.

Nella Sala Russo della Casa Italiana San Vincenzo Pallotti (club sociale della St Peter’s Italian Church) di Clerkenwell, in una cornice suggestiva, vivace e piena di testimonianze della storia culturale italiana, è nata una serata che è sembrata quasi una festa, una grande riunione di amici, arrivati tutti per celebrare il trionfo morale di un bambino sulla sua vita complicata, un bambino a cui hanno imparato a voler bene.

Il piccolo Porro

E c’erano proprio tutti coloro che finora hanno popolato l’universo di questo piccolo protagonista. Anzitutto Penny Culliford, scrittrice e drammaturga britannica e “mamma” di Porro (grazie alla sua personale esperienza di insegnante), che l’ha portato prima a teatro e poi ne ha fatto un libro.

Quindi Nadia Ostacchini, attrice e direttrice artistica di Tricolore Theatre Company, che ha creduto subito nella storia di questo straordinario bambino e l’ha messa in scena con la sua compagnia teatrale quattro anni fa.

Introdotti quindi dalla Ostacchini, Lucia Morciano, che ha tradotto in italiano il testo originale della Culliford (sebbene Penny abbia recentemente dichiarato in un’intervista radiofonica che Lucia ha effettivamente scritto questo libro in italiano, più che tradurlo semplicemente; attestazione di stima cha ha commosso profondamente la Morciano). E Gloria Danili, autrice di libri per ragazzi, che ha coordinato gli interventi della serata.

E il giovane Stefano Di Rico, attivista impegnato nelle iniziative di salvaguardia per la salute mentale.

Parlando di bullismo scolastico, la testimonianza di Di Rico è stata come un raggio di sole in un cielo plumbeo, diretto sia ai bambini (che partecipavano alla serata con i rispettivi genitori) fatti sedere tutti nelle prime file della piccola platea, sia agli adulti presenti (come abbiamo sempre detto, la storia di Porro in realtà è rivolta a bambini di tutte le età).

Il messaggio del giovane Di Rico è stato chiaro e diretto: la cosa più importante nella vita è restare se stessi, senza farsi carico di situazioni negative che non dipendono da noi.

Naturalmente a una serata interamente dedicata a lui, Porro non poteva non partecipare. Grazie alla presenza e alla voce di Valentina Marciano, il piccolo protagonista di questa storia ha preso vita, sotto forma di grande e spiritoso puppet, un pupazzo bellissimo a cui la brava Valentina è riuscita a dar vita e voce, divertendo sia i bambini che gli adulti presenti.

Ed è qui che si svela il vero motivo dell’aver fatto occupare a tutti i bambini le prime file della platea: il teatro ha preso posto nella Sala Russo del club e finalmente la storia di Porro è stata anche recitata attraverso una serie di letture bilingue tratte dal libro.

Sono stati scelti alcuni tra i momenti rappresentativi della storia di Porro, attraverso il suo viaggio fantastico accompagnato dalla mela magica, dono della sua sola amica, la Fata Madrina.

Attraverso le voci di Nadia Ostacchini (che a teatro è stata la vera Fata Madrina del piccolo Porro) e di Valentina Marciano, in collaborazione con Gloria Danili e Lucia Morciano, si è voluto dar vita ad alcuni passaggi tratti dal libro, sia per far rivivere quei momenti a chi il libro l’ha letto, sia per incuriosire chi invece non l’ha ancora letto.

E questo è stato uno dei momenti più divertenti della serata. Insieme a quello dei doni portati a Penny Culliford da parte di Gloria Danili.

Doni che rappresentano Porro e le sue vicende: dalle mele (per i presenti ahimè solo commestibili e non magiche, ma l’immaginazione può sempre aiutare), alle cipolle, e poi marmellata, vino di primula, dei donuts (che Penny pronuncia amabilmente in italiano “bomboloni” con un accento davvero unico), per finire al simbolo alimentare principale e inevitabile: un porro (a leek), ortaggio che Penny ha ammesso di utilizzare regolarmente in cucina.

Ricordiamo che “Un bambino di nome (A boy called) Porro” può essere acquistato on line: in UK su https://tricolore.org.uk/porro-buy-the-book/ e in Italia (oltre che in tutti gli altri Paesi) su https://bestrongedizioni.it/prodotto/un-bambino-di-nome-a-boy-called-porro/

E la sua marcia è inarrestabile: dal 12 al 14 Marzo 2024 sarà tra i libri protagonisti del London Book Fair, salone del libro in svolgimento all’Olympia di Londra.

Foto di gruppo alla  presentazione del libro “Un bambino di nome (A boy called) Porro”, a Londra.
Foto di gruppo alla presentazione del libro “Un bambino di nome (A boy called) Porro”, a Londra.

La serata, interamente fotografata da Mario Bucolo, professionista originario di Catania, a Londra da 8 anni con breve parentesi a New York (www.mariobucolo.info), è stata completata dalla presenza di due personalità uniche nel proprio genere, anche loro invitate a celebrare il riscatto morale del piccolo Porro nei confronti delle avversità della vita.

Da un lato, Padre Andrea Fulco della St. Peter’s Italian Church di Clerkenwell, che rappresenta la più grande comunità italiana cattolica nella città di Londra.

Padre Andrea, che nel suo percorso pastorale ha incontrato più volte casi di bullismo come quello narrato nella storia di Porro, ha espresso con decisione la sua posizione: il rispetto dell’essere umano prescinde da tutto, anche dal Credo.

Purtroppo esistono tanti aspetti nascosti dietro le brutte storie di bullismo, aspetti di fronte ai quali la lotta si fa dura, sia per la scuola stessa che per le famiglie dei bambini vittime di questa piaga sociale e morale.

Perché ciascun bambino è unico e ognuno ha le proprie peculiarità, le proprie caratteristiche, i propri pregi e difetti. Ma il valore intrinseco di ciascun piccolo individuo va salvaguardato e difeso.

Dall’altro lato, le Istituzioni importanti: presente alla serata il Console Italiano Rossella Gentile. Arrivata a Londra da poche settimane, si è dichiarata piacevolmente colpita dalle molte iniziative culturali che caratterizzano la vita degli italiani residenti in UK e in particolar modo nella capitale britannica.

E ha paragonato la storia di Porro a un viaggio, che per molti versi assomiglia al viaggio degli italiani che in passato hanno migrato dalla terra d’origine a quella che poi li ha accolti, in questo caso il Regno Unito.  Un viaggio che può essere definito un’avventura, irta di difficoltà e di occasioni.

Due storie, quindi, due viaggi, che vanno di pari passo, e che rendono il piccolo Porro sempre più vicino a bambini grandi e piccoli, di tutte le età o nazionalità, che siano britannici, italiani, o UK italians. Ma con un cuore di taglia extra-large, pronto ad affezionarsi a chi ha più bisogno di un abbraccio.

Annalisa Valente
Annalisa Valente
Barese di nascita, milanese d’adozione, sono giornalista iscritta all’Ordine da quasi trent’anni. Ho iniziato a lavorare nei giornali e nelle tv locali in Puglia e ho proseguito in Lombardia (Quotidiano Puglia, RTG Puglia, Quotidiano di Foggia, La Gazzetta di Merate e della Brianza). Ho sempre coltivato la mia passione per la scrittura, anche quando il mio percorso professionale ha svoltato in un’altra direzione (Regione Lombardia Assessorato alla Formazione, Coordinamento Didattico e Servizi al Lavoro nelle scuole professionali lombarde accreditate presso Regione Lombardia). Da nove anni mi occupo di Orientamento al Lavoro presso Flair Academy, International Bartending School di Milano, e cerco di scrivere cose interessanti per i miei connazionali che vivono e lavorano in UK.

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