Maurizio Landini a Londra: “In battaglia per rimettere al centro le persone”

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Maurizio Landini Patronato Inca Cgil Uk
Il segretario Maurizio Landini a Londra.

Maurizio Landini ospite d’eccezione del Patronato Inca CGIL Uk a Clerkenwell. Fra i tanti temi emersi, un filo conduttore: rimettere i lavoratori al centro delle politiche.

“La battaglia che dev’essere fatta è una battaglia che rimetta al centro le persone, il lavoro e la sua qualità, e la sostenibilità e ambientale delle scelte politiche ed economiche”.

Sono queste le parole che Maurizio Landini, segretario generale della CGIL, ha detto lo scorso 18 settembre all`evento che lo ha visto protagonista alla Crypt on the Green di Clerkenwell a Londra.

Al centro della conferenza, nel corso della quale sono intervenuti diversi ospiti prima di un estensivo commento di Landini, le problematiche comuni che molti italiani all’estero si trovano a dover affrontare.

Sono proprio questi ostacoli contro i quali si scaglia la “battaglia” di Landini: Brexit, tutela dei lavoratori, pensioni, università e diritti rappresentano i temi emersi più volte, che a detta del segretario generale della CGIL nascono da un ecosistema nel quale le istituzioni non sono riuscite a mettere i cittadini al centro delle proprie politiche.

Particolarmente rilevante è stato l’intervento in apertura di Michele Pagliaro, presidente del Patronato Inca CGIL, organizzatore dell’evento. Pagliaro ha sollevato diversi argomenti, che si sono concentrati sul fenomeno della migrazione italiana in Regno Unito, che pure durante il lockdown dovuto alla pandemia non si è mai fermato.

“Da noi [in Italia] il lavoro si perde,” ha commentato, “ed infatti pure in lockdown sono centodiecimila le persone che hanno lasciato l’Italia per andare all’estero”.

La parola è poi passata a chi ha vissuto proprio questo fenomeno. Dal musicista Stefano Barone, rappresentante di ANPI Londra, ai rappresentanti del Comites Dimitri Scarlato e Germana Canzi, tutti gli interventi hanno evidenziato parallelismi e differenze fra il Regno Unito e l’Italia in materia di tutela dei diritti, di lavoro, di università e ricerca, di benefit e di clima.

Dopo gli interventi dei rappresentanti della comunità italiana in UK, è stata la volta di Landini, che ha tratto numerosi spunti da quanto sentito. Il segretario CGIL, alla sua prima visita a Londra, ha evidenziato le sostanziali similitudini fra i processi in atto fra Italia e Regno Unito, che portano ad una domanda dalla difficile risposta: cosa è successo?

Invece di incolpare la politica, una scorciatoia sicuramente tentante di questi tempi, Landini si è soffermato sulla necessità di mutare il modo in cui gli enti, le istituzioni ed i sindacati si relazionano con i cittadini. In sintesi: il problema non è il risultato delle elezioni (“È la democrazia che ha votato”), ma la necessità di “ricostruire un rapporto con un mondo che non sappiamo più rappresentare”.

Sembrerebbe dunque che, alla luce del risultato elettorale, ci sia aria di cambiamento all’interno della CGIL, per raccogliere la sfida messa in evidenza da Landini, traendo anche degli spunti dalla realtà britannica.

“In Italia ed in Regno Unito c’è una battaglia comune: l’aumento di inflazione e caro vita, così come la necessità di politiche economiche e sociali che investano su diritti come istruzione e salute, sono temi comuni. Il sindacato inglese nel sui congresso ha indicate la necessità di andare subito alle elezioni e di cambiare le politiche del governo in carica, ed io credo che questa diventi una battaglia comune di tutto il sindacato: bisogna cambiare le politiche di austerità che hanno governato l’Europa in questi anni ed affermare la centralità del lavoro”.

Landini ha poi commentato il risultato delle elezioni, soffermandosi sui dati riguardanti l’astensione, definendolo un indicatore di una crisi della democrazia, tornando così proprio al tema della rappresentanza politica e il suo rapporto con il mondo del lavoro. Un riallacciamento necessario, a detta di Landini, per superare queste difficoltà e ristabilire un sistema democratico che pensi realmente ai bisogni dei lavoratori.

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