Comuni-Co, la scuola di Peterborough insegna italiano e anche inglese

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La scuola Comuni-Co di Peterborough è stata fondata da Concetta Laquintana e propone corsi di italiano, inglese e spagnolo. 

Comuni-Co, la scuola di Peterborough insegna italiano e anche inglese

C’è una città, nel Regno Unito, compresa nella contea del Cambridgeshire, a un’ora di distanza da Londra, un’ora da Cambridge, un’ora da Nottingham, a misura d’uomo e con un centro piccolo e caratteristico dove verrebbe facile pensare si vivano delle giornate estremamente tranquille e un pò tutte uguali. Ma invece no, non è così, e la storia che stiamo per raccontarvi ne è la dimostrazione.

A Peterborough, la città di cui parliamo, è nata Comuni-Co, scuola di inglese per italiani di ogni provenienza, fondata da un’insegnante italiana, Concetta Laquintana, che all’indomani di un’esperienza che ha segnato la sua vita anzitutto professionale, ha deciso di offrire un’opportunità didattica diversa dal solito a chi vuole imparare l’inglese sul campo.

E ha deciso di gettare le basi di questo progetto proprio a Peterborough, la città in cui vive da anni.

“Sono insegnante di professione, nel 2016 ho perso il lavoro, praticamente mi hanno liquidata perché hanno chiuso il dipartimento di italiano, di cui io ero a capo in una scuola media superiore rinomata. Una scuola privata. Hanno chiuso il dipartimento di lingua italiana perché era quello più piccolo (non hanno mai voluto ingrandirlo) e hanno aperto quello cinese. Avevo appena compiuto 50 anni, a me piace insegnare, ma poiché l’Inghilterra ti permette di fare anche altre cose nel frattempo ho iniziato a svolgere una diversa attività (che era il mio sogno da bambina): fare l’interior designer. Quindi ho frequentato un corso di un anno per diventare Declutterer and Organiser, specialista nell’organizzazione degli spazi interni. Ho anche fatto parte di un’organizzazione nazionale che regola questa professione, nata inizialmente in America, sviluppatasi successivamente in Inghilterra. Ma trattandosi di un lavoro che non tutti ancora conoscevano, io avevo pochissimi clienti”.

Quindi, tra le difficoltà incontrate in un settore sperimentale e l’amore profondo e naturale per l’insegnamento, facile intuire quale tra queste due scelte abbia poi portato Concetta a dare vita alla sua scuola. E, per partire, conoscenze e passaparola sono state l’arma vincente.

Grazie a un’attività di gemellaggio tra scuole (un e-twining tra scuole europee che si incontrano on-line e preparano progetti) portata avanti per un paio d’anni ai tempi in cui insegnava, Concetta si ritrova velocemente ad essere contattata da altre colleghe (specialmente italiane) che le chiedono di poter portare in Inghilterra gruppi di loro allievi desiderosi di imparare bene l’inglese.

Spinta da questo entusiasmo d’Oltremanica, Concetta si mette subito al lavoro per trovare anzitutto una location pronta ad ospitare questi gruppi di allievi.

Individua quindi una scuola d’inglese vicina a casa. E si presenta alla manager (anche lei vicina di casa) per proporle il progetto. Alla manager il progetto piace parecchio, quindi decide di collaborare con Concetta e il primo corso, sperimentale, per il primo gruppo di ragazzi (sei in tutto) finalmente parte, con successo.

Ad aiutare Concetta, allora come oggi, è suo marito James Fordham, linguista, poliglotta, qualificato per l’insegnamento.

In Italia nel frattempo si sparge la voce tra insegnanti, che decidono man mano di mandare gruppi di allievi in Inghilterra da Concetta, che si specializza sempre più in corsi estivi, e dopo il primo gruppo di sei allievi, l’anno successivo gli allievi diventano dieci, poi venti, e così via.
In conseguenza di ciò l’attività inizia a strutturarsi e nasce il primo sito web di Comuni-Co. Concetta e la sua amica manager diventano business partner. Il nome Comuni-Co nasce nel 2018, entrambe vogliono un nome che intenda ‘comunicare’; da ‘comunico’ vengono altre definizioni come ‘community’ e ‘consolidation’. Insomma, è una parola chiave.

Le due socie lavorano insieme, e bene. Poi arriva il Covid. E il momentaneo “congelamento” di ogni attività in presenza.

Ma perché parliamo di un’opportunità didattica, anzi di un’esperienza diversa dal solito? Continuate a leggere e lo scoprirete.

Naturalmente bisogna aspettare la fine del periodo di pandemia e il ritorno, lento e graduale, allo svolgimento delle attività in presenza.

“Siamo partiti da zero – ammette Concetta – non siamo una scuola grandissima” ed è anche questo il motivo per cui, insieme all’età relativamente giovane della scuola, almeno durante la pandemia i corsi on-line non avevano trovato terreno fertile.

 

Lezioni di inglese per gli italiani con formula study-trip o con pacchetto lavoro

E anche se adesso i corsi on line sono entrati regolarmente nell’offerta formativa di Comuni-Co, il punto di forza di questa scuola resta l’esperienza in presenza, il contatto diretto con gli insegnanti, l’accoglienza nelle host families altamente selezionate (e dopo su questo ci torniamo), le gite didattiche, la periodicità.

Comuni-Co viene infatti scelta sempre più spesso da gruppi selezionati di studenti di ogni fascia d’età (provenienti soprattutto dall’Italia) che vogliono trascorrere un periodo di tempo relativamente breve ma significativo mettendolo a frutto per imparare bene la lingua inglese.

“Facciamo mediamente venticinque allievi nei corsi estivi e anche a Pasqua, come per esempio – spiega Concetta – succederà quest’anno”.

L’unicità dell’esperienza con Comuni-Co è  caratterizzata da molti aspetti. Uno di questi riguarda il cosiddetto ‘pacchetto lavoro’.

“La cosa che ha funzionato meglio per noi, a parte lo study-trip (che dura due settimane, quattro ore di scuola al giorno) è stata l’esperienza lavorativa. In UK funziona molto bene il networking, nelle relazioni legate al business… ho capito che alcuni dei professionisti con cui mi relazionavo volevano degli aiuti, quindi ho pensato di coniugare l’esperienza formativa di questi ragazzi con quella lavorativa a livello di volontariato proprio tramite queste piccole imprese. Adesso poi che l’Inghilterra è uscita fuori dell’EU, non è più possibile proporsi spontaneamente per un’esperienza di lavoro, devi avere sempre qualche tramite, qualcuno di cui fidarsi, delle conoscenze. Questo funziona bene per i ragazzi dai 17 anni in su e che hanno un livello B1. Il ‘pacchetto lavoro’ va alla grande. Per gli allievi che vengono a fare il corso senza mai aver avuto neanche un’esperienza lavorativa questo rappresenta davvero un primo approccio al mondo del lavoro in generale, un vero e proprio ‘allenamento alla responsabilizzazione’ in un contesto lavorativo, con orari da rispettare, scadenze, un datore di lavoro a cui riferirsi”.

E questo, tutto in inglese.

E lezioni di italiano per i britannici: gruppi classe, one-to-one e online

Senza dimenticare poi le lezioni di italiano per i britannici, spinti da diverse motivazioni: c’è chi si prepara ad andare in vacanza, chi intende comunicare con parenti acquisiti di origine italiana, o anche studenti che devono sostenere esami di lingua italiana (questa scuola è anche centro di preparazione).

Sia i corsi di inglese, con insegnanti freelance, che i corsi di italiano, in cui ad insegnare è Concetta stessa, si svolgono in triplice modalità: gruppi classe, one-to-one, on line.

L’opzione in più è lo spagnolo, grazie alla collaboratrice Maribel Jimenez Juarez e alle sue conversazioni in spagnolo on-line. Maribel è anche il valore aggiunto della scuola, perché è la persona che ne cura i profili social.

I programmi didattici sono strutturati ad hoc, in base alle richieste dei gruppi che arrivano. In estate ci sono diversi gruppi di allievi, sia per età che per livello, quindi si cerca di formare dei corsi su misura.

Ogni classe dev’essere composta da un minimo di dieci allievi e un massimo di quindici. E il calendario annuale viene predisposto regolarmente entro il mese di aprile.

Diversa è l’esigenza di chi richiede espressamente un servizio one-to-one o al massimo una classe ristretta, magari un gruppo di amici o un gruppo familiare.

I costi in questo caso sono adattati all’esigenza espressa e si cerca comunque di ‘spalmarli’ il più possibile.

Comuni-co e la rete di host families

Ma, che siano ragazzi, gruppi classe, adulti o singoli allievi, la soluzione di ospitalità in loco, parallela all’attività didattica, è sempre la stessa: Comuni-Co si affida a un sistema di host families, come dicevamo prima, che rappresentano il frutto di conoscenze dirette e personali di Concetta stessa.

L’affidabilità è tutto e ciascuna di queste famiglie che si offrono di ospitare periodicamente gli allievi di Comuni-Co, sono altamente selezionate, quindi non ‘passano’ attraverso la cassa di risonanza dei social ma vengono individuate e coinvolte in questo servizio in maniera diretta.

Come Concetta stessa spiega, queste famiglie fanno parte di un network di conoscenze, tramite amici, la parrocchia oppure organizzazioni con cui si ha a che fare direttamente.

A partire da quest’anno poi si è deciso di applicare per queste famiglie il sistema GDPR (per la protezione dei dati personali dei soggetti coinvolti, che non possono essere trasmessi senza autorizzazione) nonché del sistema DBS Data Barrying System (come dire la fedina penale in Italia), soprattutto se si è a contatto con studenti minori o comunque molto giovani.

Un ultimo obiettivo di Comuni-Co, la creazione di pacchetti per adulti che lavorano, provenienti dall’Italia: “persone che l’inglese l’hanno studiato a scuola – spiega Concetta – e che vogliono andare in Inghilterra a vivere l’immersion, l’esperienza immersiva: stare in una famiglia, fare gite o magari una vacanza che si sono prefissi di fare con un gruppo di amici, avendo un insegnante che li affianca, che è sempre con loro, e che li fa conversare e confrontarsi, ma sempre e solo in inglese”.

E il reclutamento degli adulti offre più possibilità: non solo una serrata attività di passaparola, ma anche (e soprattutto) attraverso i profili social della scuola.

Perché Comunico-Co è un’esperienza didattica a tutto tondo. E magari, perché no, anche un’idea-regalo. Originale e diversa dalle altre.

Annalisa Valente
Annalisa Valente
Nata a Bari, vivo a Milano, sono giornalista iscritta all’Ordine da trent’anni. Ho iniziato a lavorare nei giornali e nelle tv locali in Puglia e ho proseguito in Lombardia (Quotidiano Puglia, RTG Puglia, Quotidiano di Foggia, La Gazzetta di Merate e della Brianza). Ho sempre coltivato la mia passione per la scrittura, anche quando il mio percorso professionale ha svoltato in un’altra direzione (Regione Lombardia Assessorato alla Formazione, Coordinamento Didattico e Servizi al Lavoro nelle scuole professionali lombarde accreditate presso Regione Lombardia). Da nove anni mi occupo di Orientamento al Lavoro a Milano e cerco di scrivere cose interessanti per i miei connazionali che vivono e lavorano in UK.

1 COMMENT

  1. Articolo davvero interessante. Come la scuola di Peterborough sta gestendo l’insegnamento dell’italiano e dell’inglese in un contesto così diversificato? Quali sono le sfide e le opportunità che si presentano nell’offrire un’istruzione bilingue, e quali sono i benefici che i ragazzi traggono da questa esperienza educativa?

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