Cerimonia a Brookwood, onori ai caduti italiani delle guerre mondiali

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Onore ai caduti, al cimitero militare di Brookwood commemorazione e benedizione degli italiani morti nelle due guerre mondiali e sepolti nel Regno Unito.

La Comunità italiana tributa gli onori ai caduti italiani delle due guerre sepolti a Brookwood

Ci sono anche Giuseppe Fulgoni, soldato del Regio Esercito morto il 9 ottobre 1918 e sepolto insieme a un militare irlandese, e Michele De Francesco, in servizio come 2nd Air mech nel 191st training squadroon della Royal Air Force e morto il 15 novembre del 1918.

Sono i due caduti italiani, della Prima Guerra Mondiale sepolti, nella sezione britannica del cimitero militare di Brookwood, nel Surrey.

Poco più in là c’è la sezione italiana del cimitero, dove riposano altri 347 soldati sempre italiani caduti invece durante la Seconda Guerra Mondiale.

E’ un vasto rettangolo di prato verde, con le file di tombe bianche disposte in file ordinate ai due lati, e al centro, un corridoio delimitato da due filari di alberi, il pennone con la bandiera italiana e, in fondo, il monumento ai caduti.

Come ogni anno, il 23 ottobre scorso, al Cimitero di Brookwood si è riunita la comunità italiana del Regno Unito, accompagnata dai suoi rappresentanti istituzionali e da un distaccamento di nostri soldati, che ha reso gli onori ai caduti italiani delle due Guerre mondiali sepolti sul suolo britannico.

Alla cerimonia con gli onori ai caduti hanno presenziato l`ambasciatore d`Italia Inigo Lambertini, il Console generale a Londra Domenico Bellantone e l`addetto militare a Londra Angelo Virdis. Insieme a loro, i rappresentanti del Cgie e del Comites, e le associazioni di ex combattenti e reduci e dei cavalieri del Lavoro.

La cerimonia ha rappresentano un doveroso omaggio ai nostri caduti, come ha spiegato il Console generale Bellantone.

 

“Persone che hanno fatto l’estremo sacrificio della vita per servire il nostro Paese. Il Concolato e l’Ambasciata sono onorati di partecipare a queste manifetazioni di ricordo dei nostri caduti sul campo. E soprattutto in un momento come questo, in cui l’atrocità della guerra ci ricorda quanto sia importante preservare i valori della pace: Pace per la quale abbiamo oggi più di 5mila uomini impegnati in operazioni di peace keeping, uomini e donne che lavorano per la pace in teatri di guerra abbastanza complicati e difficili. A loro il nostro più vivo ringraziamento così come il nostro ricordo va ai caduti che abbiamo ricordato oggi”, ha detto il Console Bellantone

Dopo la deposizione delle corone di fiori al monumento dei caduti, la celebrazione della Santa Messa, officiata da Don Ennio, dei Padri Scalabriniani, che poi ha benedetto tutte le tombe dei nostri militari.

Sia i 347 soldati morti nella Seconda Guerra Mondiale e sepolti nella sezione italiana, sia i due militari sepolti nella sezione britannica del cimitero.

Pietro Nigro
Pietro Nigrohttp://www.pietronigro.it
Giornalista professionista, napoletano, con esperienza di giornalismo su carta, in tv e sul web, nonché di comunicazione e nel mondo dell'impresa. Ha lavorato soprattutto a Napoli dove si è occupato di economia e politica per il Roma, il Denaro e il Corriere del Mezzogiorno. Ha curato uffici stampa e attività di comunicazione istituzionale, tra gli altri, per il parlamentare europeo Ernesto Caccavale, l'Ordine degli Ingegneri di Napoli, l'Associazione nazionale Consulenti tributari di Napoli, il Consorzio nazionale Acciaio, Anida onlus e Itaca ong. Come direttore responsabile, ha fatto nascere l'emittente televisiva calabrese Rete 3, e, come vicedirettore, il nuovo sito di informazione www.scelgonews.it. In precedenza è stato socio fondatore di una nuova impresa di bricchettaggio di lignite in Bashkortostan, di una cooperativa di diversamente abili a Napoli e della prima società italiana di condohotel a Chianciano (Siena). Attualmente collabora con il Sole 24 Ore. Nell'autunno 2015, raccoglie e rilancia l'ennesima sfida professionale: avviare www.Italianotizie24.it, una nuova iniziativa editoriale dal "basso", nata cioè dallo sforzo congiunto di un gruppo di giornalisti di varie parti d'Italia che decidono di "mettersi in proprio" per far nascere il "loro" giornale.

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