Nelle loro mani di Hilda Lawrence: trama e recensione

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Esce per la collana Vintage di Edizioni Le Assassine il giallo che ispirò Hitchcock: Nelle loro mani di Hilda Lawrence.

Nelle loro mani di Hilda Lawrence: trama e recensione

Completamente paralizzata e incapace di parlare per lo shock dovuto all’apparente suicidio del figlio, Nora Manson gode delle migliori cure possibili grazie alla sua ricchezza. È circondata da infermiere e domestici che l’accudiscono a tempo pieno, da medici, marito, parenti e amici premurosi. Ma lei vive in uno stato di paura mortale, perché sospetta che il figlio, un aspirante scrittore, non si sia tolto la vita, e percepisce di essere sulla lista del killer, solo che non sa quando e come colpirà. Il minimo segno di vita non farebbe poi che avvicinare la sua fine.

E allora come fare per comunicare con qualcuno che le dia fiducia e uscire dalla trappola mortale che la tiene prigioniera?

Il testo di Hilda Lawrence parte fin da subito col presentare la particolare situazione in cui riversa Nora Manson. Ella è ricca, circondata dall’amore, eppure sembra non possedere niente, perché privata di tutto. Nora è infatti intrappolata nel suo corpo, non riesce più a parlare né a muoversi. È inchiodata sulla sua sedia, in seguito ad uno shock che le ha procurato una brutta forma di paralisi corporea.

Se in un primo momento la sua sembra una vita ben curata dalle persone che le stanno accanto, sarà presto chiara la situazione: uno di quelli che la circonda sta tentando di ucciderla, e presto dopo la morte di suo figlio, Robbie, colpirà anche lei. L’inquietudine di Nora viene ben eviscerata dalla Lawrence. Il mondo che il lettore si troverà dinanzi, sarà quello a portata del suo sguardo. Non vi sono parole di Nora, ma solo un assordante silenzio, ricoperto da tutti i pensieri che le vorticano velocemente nella testa.

Di Nora non ascolteremo la sua voce, ma le sue idee saranno ben chiare in ogni pagina del romanzo. È infatti il suo corpo ad essere paralizzato, ma non la sua mente. Il pericolo è imminente, e si respira in ogni parte del romanzo, eppure la donna non è in grado di comunicarlo, complice il suo stato fisico.

La trama è certamente sorprendente, seppur la sua scrittura appare piuttosto delicata, senza elementi profondamente splatter, il suo romanzo è capace di far raggelare il sangue. Ogni personaggio è ben confezionato, secondo una cura maestrale che tiene ben presente lo scopo e il ruolo di ognuno di essi. In particolare la signorina Sills si rivelerà essere la più importante. Il loro è un rapporto fiduciario che non le mette su piani diversi, ma che anzi presenta la figura di due donne, che impastate insieme, danno un nome alle cose, dipingono da capo un mondo, e svelano i giusti colpevoli di una faccenda intricata.

È un romanzo che presenta un giallo anticonvenzionale, dove è importante il sangue, il colpevole, l’omicidio, ma che trova tutto il tempo di dispiegarsi e raccontare l’intero mondo che avvolge il sanguinoso evento. Da questo libro è stato tratto il film The Long Silence di Alfred Hitchcock.

Il libro è in vendita qui e qui.

Simone Platania
Simone Platania
Studente in "Lingue, Culture, Letterature e Traduzione" presso La Sapienza di Roma. Co-autore del libro "Inferno a Kabul". Traduttore e scrittore freelance.

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