Italian Football Day, Ferro (Ice): Il Made in Italy a Londra

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All’evento Italian Football Day anche il presidente Ice Carlo Ferro, che conferma: Il Made in Italy fa bella figura a Londra anche con lo sport design.

Italian Football Day, l’intervista a Carlo Ferro

Brexit, pandemia e guerra: gli attacchi all’export italiano negli ultimi anni non sono mancati, e questo vale anche per quanto riguarda il mondo commerciale che ruota intorno allo sport. A parlarne, nel corso dell’Italian Football Day tenutosi presso il Design Museum di Londra (qui l’articolo), è stato anche il presidente di Ice, Istituto per il Commercio Estero, Carlo Ferro, che ha commentato la serata e la sua importanza nel quadro dei rapporti fra Italia e Regno Unito.

Qual è l’importanza di un evento come l’Italian Football Day, nel quale si parla molto delle sinergie nel commercio fra Italia e Regno Unito, soprattutto per quanto riguarda il mondo dello sport?

“Credo che ci siano tre ottime ragioni per considerare quanto si è visto stasera come un grande momento. La prima ragione è il rapporto commerciale fra Italia e Regno Unito, che anche dopo la Brexit è veramente solido: l’export italiano verso questo paese nei primi quattro mesi del 2022 è cresciuto del 24% rispetto al 2021. La seconda è che la serata è stata una magnifica passerella di competenze, tradizione, innovazione e grandi marchi del Made in Italy per quanto riguarda il design nel mondo dello sport, che contribuisce per diversi miliardi di Euro all’export italiano e che fa dello stesso uno dei primi in Europa per volume. Infine c’è il rapporto fra pubblico e privato nel promuovere il Paese, una capacità di fare sistema che nei riguardi dello sport e in particolare del calcio si articola al quadrato: da una parte ICE vuole aiutare lo sport italiano a internazionalizzarsi, un impegno che ha coinvolto anche la Lega Serie A, e dall’altra i testimonial dello sport sono figure molto efficaci nel promuovere il made in Italy nel mondo”.

Si è parlato, in particolare di due argomenti: innovazione e Brexit. L’Italia e il Regno Unito sono due paesi con una tradizione calcistica importante, in che modo può aver avuto un impatto la Brexit da questo punto di vista?

“L’Unione Europea ed il governo britannico hanno trovato un eccellente equilibrio, sono stati capaci di trovare una Brexit senza dazi e senza quote. Sicuramente è un sistema di commercio che oggi ha delle richieste di adempimenti doganali che pesano sulle imprese, ma l’Ambasciata italiana ed Ice hanno da tempo messo a disposizione delle imprese un desk di supporto che aiuta le stesse ad affrontare queste pratiche. Come si direbbe da queste parti, ‘so far, so good’. Certo è che contiamo sul fatto che il Regno Unito continui a mantenere aperto al massimo questo commercio senza barriere, anche di carattere tecnico o burocratico”.

Guardando al futuro, quali sono gli obbiettivi, specialmente per quanto riguarda il commercio nel mondo dello sport?

“Credo che l’obbiettivo riguardante il commercio in questo momento sia quello di poter accompagnare le imprese, nel breve periodo, nel trovare una diversificazione di mercato. Gli sbocchi che prima esistevano verso Russia e Bielorussia, che per ottime ragioni relative alle sanzioni non sono più mercati disponibili, o verso l’Ucraina che per tristi ragioni si trova in una pessima situazione, ora per mancanza di domanda richiedono l’apertura di porte verso nuovi mercati. Nel medio periodo, invece, la visione è quella di aiutare a riposizionare le imprese su una globalizzazione dei mercati post-guerra, che, forse con qualche blocco, prima o poi riprenderà”.

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