Icciuk e London Trade Art insieme: una talk sul futuro del collezionismo d’arte

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A Londra si parla di arte, business e fractional ownership con Icciuk e London Trade Art: una talk sul futuro del collezionismo d’arte.

Icciuk e London Trade Art insieme: una talk sul futuro del collezionismo d’arte

Il mondo corre veloce e con esso il nostro modo di interagire con l’arte e la cultura. Ma anche la tecnologia evolve rapidamente e, con essa, il nostro modo di interagire con la finanza e i modelli di business. L’ascesa e l’affermazione di cryptovalute, nft e molto altro sono un dato appurato, concreto ad oggi. Per questo a Londra troveremo Icciuk e London Trade Art insieme: una talk sul futuro del collezionismo d’arte aspetta tutti gli appassionati giovedì 19 gennaio alle ore 18:00 a Oxford Circus.

La Camera di Commercio e Industria Italiana per il Regno Unito ha infatti invitato i suoi soci a una conferenza sulla proprietà frazionaria di opere (fractional ownership) d’arte di alto valore.

L’evento, tenuto dal partner di Icciuk London Trade Art, offre un mezzo innovativo per investire in arte attraverso la comproprietà di opere d’arte di alto valore in azioni (o quote) artistiche. Durante l’evento, gli esperti di London Trade Art offriranno anche una presentazione esclusiva del loro ultimo progetto di proprietà frazionata: ‘Untitled‘ (1967) di Marc Chagall.  L’evento sarà seguito da un aperitivo di networking e da una visione privata di questo prezioso dipinto. Ma cosa si intende con fractional ownership? E perchè è stata scelta proprio un’opera di Chagall?

Fractional Ownership, la proprietà frazionata

Di cosa tratta la talk presso l’Icciuk tenuta da London Trade Art? Quest’ultima utilizza e applica una tecnologia all’avanguardia al mercato dell’arte, offrendo un portafoglio di opere d’arte di alto valore in comproprietà attraverso l’acquisto di Azioni d’arte (Art shares) collegate a Polygon. Polygon è una blockchain ecologica

In pratica London Trade Art crea uno smart contract ERC721 sulla blockchain Polygon, prima di coniare più Art Shares sotto forma di Nft di pari valore. Quest’ultimi certificano la comproprietà e sono tracciati e garantiti sulla blockchain. Di conseguenza, invece di applicare gli Nft alle immagini cripto e concepirli come beni, come si fa di solito per la cripto arte,vengono usati come contratti per certificare, attraverso la blockchain, la proprietà delle Art Share di opere d’arte fisiche. Al momento del conio, viene stabilito il numero di frazioni in cui sarà suddivisa l’opera d’arte- Ciò significa che questo numero non può essere variato nel tempo, il che dà certezza sul mercato e ai futuri acquirenti.

Una volta finalizzato l’acquisto di Art Shares, queste saranno conservate in modo sicuro nel portafoglio dell’utente, dove i collezionisti potranno anche monitorare e accedere alla loro collezione di Art Shares, insieme alla documentazione digitalizzata relativa all’opera d’arte. 

Il 19 gennaio verrà mostrato Untitled,(1967) di Chagall, l’ultimo progetto di fractional ownership di London Trade Art. 

 Ma perchè proprio un Chagall?

La scelta è ricaduta sul pittore di origini bielorusse naturalizzato francese. Le opere di Marc Chagall si trovano in collezioni rinomate nel mondo. Tra essi troviamo il Museo di Belle Arti di Montreal, il Museo Solomon R Guggenheim di New York e l’Art Institute di Chicago. Secondo Sotheby’s Mei Moses, il rendimento medio annuo composto per Chagall rivenduto all’asta tra il 2003 e il 2017 è stato del 6,8% . Inoltre,  l’85,0% di 294 opere di questo tipo è aumentato di valore, soprattutto negli ultimi 20 anni, durante i quali è sempre stato tra i primi 40 artisti al mondo nella Artprice Top List (nel 2021, era il n. 27).

Il record dell’artista è di 28,4 milioni di dollari per l’opera “Les Amoureux” (1928), raggiunti durante l’asta di novembre 2017 da Sotheby’s New York.

Secondo Artprice, 100 sterline investite in un’opera di Marc Chagall nel 2000 varranno in media 261 sterline (+ 161%) nel dicembre 2021.

L’opera di Chagall conferma di essere un bene rifugio. Ha infatti recuperato rapidamente il calo di valore registrato all’inizio della pandemia: dal 2020 al 2021 il valore dell’artista è infatti aumentato del 24%.

Simone Platania
Simone Platania
Studente in "Lingue, Culture, Letterature e Traduzione" presso La Sapienza di Roma. Co-autore del libro "Inferno a Kabul". Traduttore e scrittore freelance.

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