Calcio made in Italy: Scamacca, Udogie e Casadei in Premier

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Forte predilezione dei club inglesi per il calcio made in Italy quest’anno, con i tre azzurri pronti a calcare i campi di Premier League.

Calciomercato: in Inghilterra va di moda il calcio made in Italy

Tra i vari botti di questa caldissima estate di calciomercato fa specie osservare una particolare tendenza: nel Regno Unito va di moda il calcio made in Italy. Tra affari già ratificati ed altri in dirittura d’arrivo, a meno di colpi di scena improbabili, saranno ben tre i talentini italiani acquistati dai club della ricchissima Premier League inglese nella sessione estiva. Parliamo di Gianluca Scamacca, Destiny Udogie e Cesare Casadei.

Gianluca Scamaccia, dal Sassuolo al West Ham a suon di milioni

Il primo, centravanti classe 1999, originario di Roma, lo scorso 26 luglio è passato dal Sassuolo al West Ham per la cifra record di 36 milioni di euro. L’ex, tra le altre, di Ascoli e Genoa, nonché promessa della Nazionale, avrà il compito di confermare quanto di buono fatto in neroverde e, soprattutto, di riportare alla memoria dei fan degli Hammers le gesta di un altro grande attaccante italiano della storia del club, Paolo Di Canio.

Un compito non da poco per Scamacca, già fallito in passato, ad esempio, da Nocerino e Borriello. Dalle parti del London Stadium, infatti, Di Canio è considerato una leggenda a tutti gli effetti, tanto da essere entrato nel dream team dei londinesi.

Ma almeno l’ex Sassuolo avrà dalla sua il sostegno di un connazionale, Angelo Ogbonna, in forza al West Ham dal 2015. Il difensore ex Juve e Torino, affermatosi ad alti livelli in Premier, farà da chioccia per il neo arrivato, cercando di far ambientare l’azzurrino in un campionato molto difficile come quello inglese.

Destiny Udogie, l’italo -nigeriano che giocherà con i Tottenham Spur

Storia diversa, invece, per Destiny Udogie. L’italo-nigeriano classe 2002, originario di Nogara, in provincia di Verona, è ufficiosamente un calciatore del Tottenham Hotspur. L’ufficialità del suo passaggio dall’Udinese agli Spurs è attesa per i prossimi giorni.

Terzino sinistro o esterno di centrocampo, l’ex Hellas è letteralmente esploso durante lo scorso campionato di Serie A. Dopo i primi passi mossi in Veneto nella stagione precedente, Udogie ha collezionato 35 presenze e 5 reti con la maglia bianconera in massima serie. Specie sotto la guida di Cioffi, Destiny è riuscito ad affermarsi tra i migliori esterni della stagione di Serie A.

Tanto da guadagnarsi la chiamata di Antonio Conte, oltre che quella della Nazionale U21. Salvo colpi di scena, però, l’italo-nigeriano rimarrà ancora per un’altra stagione in prestito in Friuli. Verosimilmente, dunque, lo vedremo calpestare l’erba del White Hart Lane a partire dal 2023/2024. Senza dubbio, però, la sua intensità e la sua fisicità ne favoriranno l’ambientamento in Premier League, da sempre considerata una competizione molto maschia.

Casadei, l’interista che piace al Chelsea

Ultimo, ma non per importanza, il caso di Cesare Casadei. Nelle ultime settimane il nome del centrocampista dell’Inter è comparso con sempre più insistenza su tutti i tabloid inglesi come possibile nuovo innesto del Chelsea.

Classe 2003, di Ravenna, Casadei è uno dei punti fermi della Primavera nerazzurra, re indiscusso del centrocampo interista. Le ottime prestazioni tra le fila delle giovanili gli sono valse la convocazione al precampionato dei lombardi, nonché l’esordio in Nazionale U19. Ma non solo. Evidentemente il ravennate ha fatto letteralmente innamorare lo scouting dei Blues, pronti a mettere sul piatto 15/20 milioni per strapparlo all’Inter. Cifre non da poco per un diciannovenne. Cifre di fronte alle quali la società nerazzurra difficilmente potrà dire di no. E così anche Casadei sembra essere inevitabilmente destinato alla Premier.

Azzurrini a Londra: i pro e i contro

A questo punto sorgono spontanee diverse domande. In ottica Nazionale l’approdo in Inghilterra favorirà l’ascesa dei nostri talenti? Perché i nostri club non hanno puntato su di loro con più insistenza? L’impatto con la Premier rischierà di sciupare il loro potenziale?

Domande lecite. Ma alle quali è difficile, se non impossibile, dare una risposta. Ormai è risaputo che quello inglese sia il campionato più importante al mondo. Quindi è naturale che, per Scamacca, Udogie e Casadei, un’eventuale affermazione in Gran Bretagna non possa far altro che bene. I ritmi, la fisicità e la modernità della Premier porteranno i nostri tre ragazzi un gradino sopra ai propri connazionali, se le cose dovessero andare bene.

Se le cose dovessero andare bene, appunto. Per ogni calciatore, italiano e non, la Premier rappresenta un’arma a doppio taglio. O si va al passo del campionato inglese o si rischia di finire in un vortice senza via d’uscita.

I compagni rendono meglio, l’allenatore li preferisce, e si passa dal campo alla panchina, dalla panchina alla tribuna. Abbiamo detto di Nocerino e Borriello, ma la storia della Premier è pienissima di meteore azzurre: Borini, Darmian, Corradi, Barreca e chi più ne ha più ne metta.

Tutti giocatori un tempo nel giro della Nazionale e poi finiti presto nel dimenticatoio. Il London Calling è forte, ma anche la “Saudade mediterranea” non scherza. Naturalmente l’augurio per Scamacca e compagni è di seguire le orme di altri italiani, che hanno, invece, fatto le fortune dei club inglesi: Zola, Di Canio, Balotelli, Ravanelli, Jorginho eccetera.

Ciò che invece è certo è che i nostri ragazzi sono talenti indiscussi e forse avrebbero meritato maggiore riguardo da parte delle società del nostro campionato. È vero che 15/20 milioni per un diciannovenne sono cifre dinanzi alle quali è impossibile esitare. Ma è anche vero che l’Inter avrebbe dovuto imparare da errori di questo genere già commessi in passato, vedasi il caso Zaniolo.

È vero che 36 milioni sono un’infinità irrinunciabile per un club di media fascia come il Sassuolo. Ma è anche vero che anche le varie Juve, Inter, Milan avrebbero potuto permettersi un simile esborso per dare fiducia a un talento nostrano come Scamacca. Ma non l’hanno fatto. E poi, proprio nessun club italiano avrebbe potuto mettere le mani su Udogie? E allora non c’è da meravigliarsi se non ci si qualifica al Mondiale o se non si vince una Champions da più di dieci anni. Chi è causa del suo mal pianga sé stesso.

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