Tube in sciopero, metro fuori uso per tutto martedì 21 giugno

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Tube in sciopero per tutto il 21 giugno. Mentre i londinesi restano a piedi, il dibattito politico si accende.
La TfL sconsiglia ai londinesi di viaggiare per tutto il 21 e parte del 22 giugno a causa dello strike nei trasporti. Lo sciopero ferroviario nazionale in programma per martedì si estende infatti anche alla metropolitana della capitale inglese, causando problemi ai commuters.

Sono previste “importanti interruzioni” su tutte le linee della Tube, con circa 10 mila lavoratori della RMT e delle Unioni sindacali in sciopero ancora una volta. Si tratta dell’ennesima azione collettiva dell’anno, a causa di un diffuso malcontento per stipendi e condizioni dei lavoratori nel settore dei trasporti inglesi, esacerbata fortemente dalla pandemia.

L’ultimo sciopero è stato il 6 giugno, a seguito del lungo weekend di festa dedicato al Giubileo della Regina Elisabetta. Ma più volte nel corso dell’inverno la Tube è stata fuori uso, creando enormi disagi e paralizzando la città. Basti considerare che ogni giorno ben 2 milioni di persone usano la Tube e che durante lo sciopero si riverseranno nei bus, nelle piste ciclabili, nei servizi di car sharing e ovviamente in macchina.

Il sindaco Khan: “Stanno punendo le persone sbagliate”

“È molto importante che la RMT parli con TfL piuttosto che scioperare. Gli scioperi non risolvono niente” , ha commentato il sindaco di Londra Sadiq Khan.

“È cruciale che il governo capisca che abbiamo risparmiato moltissimo negli ultimi sei anni, circa 1 miliardo, riducendo il deficit, aumentando il bilancio. È comprensibile che RMT sia preoccupata per un cambio unilaterale delle loro pensioni”, ha aggiunto. Rivolgendosi al vertice degli scioperi, ha concluso: “Alla RMT vorrei dire che stanno punendo le persone sbagliate scioperando martedì. I business che non potranno operare, i pendolari che non potranno raggiungere i loro posti di lavoro, chi ha un appuntamento, e cosi via. Il loro problema è con il governo, non con Londra ne con TfL“.

Dall’altra parte Mick Lynch, a capo della MRT Union, ha ribadito che: “Noi siamo sempre disponibili. Ma con le compagnie che nemmeno ci contattano per organizzare un meeting, è molto difficile vedere una soluzione all’orizzonte. La proposta di un aumento del 2% non risolverà questo conflitto”.

Mentre i londinesi restano a piedi, il dibattito politico si accende, e il problema dei trasporti si sta trasformando in un attacco politico al governo da parte dell’opposizione. “Boris Johnson e Grant Shapps vogliono che questo sciopero vada avanti, vogliono che il paese si arresti in modo da nutrirsi della divisione piuttosto che avere conversazioni mature per raffreddare la situazione. Stanno gettando benzina sul fuoco”, ha dichiarato Keir Starmer dei Labour.

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