La dark comedy italo-canadese, girata in Piemonte, sarà presentata in anteprima mondiale il 16 agosto all’Edinburgh International Film Festival. Il film è in concorso per il Sean Connery Prize, riconoscimento da 50 mila sterline dedicato alle migliori opere prime e ai nuovi talenti della regia.
Sacred Creatures, il cinema italiano arriva al Festival di Edimburgo con l’opera prima di Frieda Luk
Il cinema italiano si prepara a essere protagonista anche all’Edinburgh International Film Festival 2026 con Sacred Creatures, opera prima della regista Frieda Luk, una coproduzione italo-canadese realizzata tra Canada e Italia e girata in Piemonte.
Il film sarà presentato in anteprima mondiale domenica 16 agosto alle 17.30 al Filmhouse di Edimburgo, inaugurando davanti al pubblico internazionale il percorso di un’opera che unisce thriller psicologico, humour nero e realismo magico.
Sacred Creatures è stato selezionato nella sezione In Competition, una delle principali del festival, e concorrerà al Sean Connery Prize for Feature Filmmaking Excellence, del valore di 50 mila sterline.
Per Londra Notizie 24, il film rappresenta anche un interessante esempio di collaborazione cinematografica tra Italia e mondo anglosassone: la produzione coinvolge infatti la canadese My Sister Miriam Films e l’italiana Doppio Nodo Double Bind, con il sostegno della Film Commission Torino Piemonte.
Sacred Creatures, una storia familiare nell’Italia rurale
Al centro del film ci sono tre fratelli che si ritrovano in una zona rurale italiana dopo un lungo periodo di separazione.
La sorella di mezzo, Miriam, è appena uscita da un trattamento psichiatrico seguito a un crollo psicologico che lei interpreta invece come una sorta di risveglio spirituale. Il suo comportamento diventa progressivamente più imprevedibile e la sua convinzione di essere entrata in contatto con una dimensione superiore finisce per modificare gli equilibri all’interno della famiglia.
L’arrivo in Italia e la convivenza tra i fratelli fanno emergere tensioni e fragilità già presenti, mentre intorno a Miriam comincia a formarsi una comunità di persone attratte dalle sue idee.
La vicenda si sviluppa così tra superstizione, idolatria e fede collettiva, con una componente di realismo magico che contribuisce a rendere sempre più incerto il confine tra esperienza spirituale, crisi personale e fenomeno collettivo.
Dalla crisi personale al fenomeno di “Santa Miriam”
La storia prende una piega particolare quando Miriam, dopo aver trovato e letto un vecchio libro di auto-aiuto, arriva a convincersi di essere realmente collegata a una forza superiore.
La sua trasformazione non rimane però confinata alla sfera privata. L’entusiasmo e il carisma della giovane attirano l’attenzione della zia di Renzo, Carlotta, che vede in lei qualcosa capace di coinvolgere altre persone e prova a costruirle intorno un gruppo di seguaci.
È così che quello che sembrava essere il dramma personale di una giovane donna si trasforma progressivamente in un fenomeno collettivo, mettendo i familiari di fronte a una situazione sempre più difficile da controllare.
Ray e Michelle, fratelli di Miriam, osservano con crescente preoccupazione la sua nuova popolarità, mentre Renzo viene invece sempre più conquistato dai suoi insegnamenti. La famiglia si trova quindi divisa non soltanto dalla storia personale dei tre fratelli, ma anche dalle diverse interpretazioni di ciò che sta accadendo.
Un film tra humour nero, thriller e realismo magico
Sacred Creatures sfugge a una classificazione di genere tradizionale. La stessa presentazione del festival lo definisce un thriller caratterizzato da humour nero, superstizione e fede comunitaria, con una marcata componente di realismo magico.
È proprio questa combinazione a costituire uno degli elementi più interessanti dell’opera prima di Frieda Luk: una vicenda apparentemente familiare si trasforma progressivamente in una storia sull’influenza, sulla fede e sul bisogno umano di trovare un significato a ciò che non si riesce a comprendere.
L’ambientazione italiana non appare quindi soltanto come uno sfondo geografico, ma come parte integrante dell’atmosfera del film. Il paesaggio rurale piemontese diventa lo spazio nel quale una vicenda privata assume progressivamente dimensioni quasi rituali e comunitarie.
Dal Piemonte a Edimburgo: una coproduzione italo-canadese
Il legame con l’Italia è particolarmente significativo anche sul piano produttivo. Sacred Creatures è infatti prodotto tra Canada e Italia. La produzione italiana è affidata a Doppio Nodo Double Bind, insieme a My Sister Miriam Films. Il film ha inoltre beneficiato del sostegno della Film Commission Torino Piemonte.
Il Piemonte è stato anche uno dei luoghi fondamentali della lavorazione: il Piemonte è la location delle riprese; alcune scene sono state realizzate anche a Bra, dove nell’ottobre 2023 erano state organizzate le riprese del film.
Il cast mette insieme interpreti nordamericani e italiani. Tra i protagonisti figurano Olivia Luccardi, James Cusati-Moyer, Romina D’Ugo, Antonio De Matteo e Pia Engleberth.
L’esordio di Frieda Luk all’Edinburgh International Film Festival
Per Frieda Luk, la proiezione di Edimburgo costituisce un passaggio particolarmente importante: Sacred Creatures è infatti il suo debutto nel lungometraggio di finzione.
L’opera prima è stata inserita dal festival nella sezione In Competition, che nel 2026 comprende dieci nuovi lungometraggi selezionati per il Sean Connery Prize for Feature Filmmaking Excellence. Il premio, realizzato in collaborazione con la Sean Connery Foundation, mette in palio 50 mila sterline ed è assegnato attraverso il voto del pubblico.
La selezione colloca quindi il film della regista Frieda Luk all’interno di una competizione dedicata ai nuovi talenti internazionali del cinema e alle opere capaci di proporre nuove prospettive narrative e cinematografiche.
Per una coproduzione tra Italia e Canada, con un set piemontese e una regista alla sua prima esperienza nel lungometraggio, la presenza nella competizione rappresenta una vetrina internazionale particolarmente significativa.
Quattro appuntamenti per il pubblico di Edimburgo
Dopo l’anteprima mondiale del 16 agosto, Sacred Creatures sarà proiettato altre tre volte nell’ambito dell’Edinburgh International Film Festival.
Il calendario ufficiale prevede una seconda proiezione lunedì 17 agosto alle 14.45 al Cineworld, una terza martedì 18 agosto alle 16.30 al The Cameo e una quarta, sempre il 18 agosto, alle 19.15 al Cineworld.
Il film ha una durata ufficiale di 105 minuti ed è classificato 15+. È girato in inglese e italiano ed è disponibile anche con servizi di accessibilità che comprendono audio description e, per una delle proiezioni, sottotitoli BSL e HOH.
Per il pubblico italiano residente nel Regno Unito, dunque, Sacred Creatures è anche un piccolo esempio di quella crescente circolazione internazionale della produzione cinematografica italiana che trova nei festival britannici un’importante porta d’accesso al pubblico e agli operatori internazionali.
Le informazioni sul film
- Titolo: Sacred Creatures
- Regia: Frieda Luk
- Paesi: Canada, Italia
- Lingue: inglese, italiano
- Durata: 105 minuti
- Genere: thriller, humour nero, realismo magico
- Cast: Olivia Luccardi, James Cusati-Moyer, Antonio De Matteo, Romina D’Ugo, Pia Engleberth
- Produzione: My Sister Miriam Films, Doppio Nodo Double Bind
- Festival: Edinburgh International Film Festival 2026
- Sezione: In Competition
- Anteprima mondiale: 16 agosto 2026, ore 17.30, Filmhouse, Edimburgo
- Premio: Sean Connery Prize for Feature Filmmaking Excellence, £50.000
Scopri di più da Londra Notizie 24
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.




