Il talento che fiorisce con ”La Rosa Bianca” – la storia dei fratelli Scholl

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Vi avevo anticipato qui che la compagnia teatrale NC Productions, dopo un lungo lavoro di preparazione dietro le quinte che ha impiegato giovanissimi creativi, tra cui Ryan Rusconi, compositore, co-sceneggiatore e produttore italiano, avrebbe portato in scena la storia dei fratelli Hans e Sophie Scholl con lo spettacolo “The White Rose. The Musical”.

The White Rose. The Musical. NC Productions (copyright Simona De Leo)
The White Rose. The Musical. NC Productions (copyright Simona De Leo)

Come raccontare la banalità del male?

È successo lo scorso 3 giugno, e noi, che supportiamo l’arte e la creatività in tutte le loro forme, eravamo lì con loro. La storia è raccontata dal punto di vista del padre dei fratelli Scholl, Robert, interpretato dal giovane e talentuoso attore Daniel Grace. La sua funzione narrante rientra in maniera costante dentro la scena, interrompendosi e delineando una linea temporale parallela, giocata sul ricordo di ciò che è stato e che è rimasto intrappolato in un eterno presente senza consolazione.

La scelta poi di utilizzare il linguaggio del musical si mostra coraggiosa

“Siamo ansiosi di condividere la vera storia di Sophie e Hans Scholl e di dimostrare come il loro coraggio e la loro resistenza nella Germania nazista siano rilevanti ancora oggi,” così ha commentato Ryan Rusconi (arrivato nel Regno Unito quando aveva appena 10 anni), spiegando cosa davvero li avesse spinti a portare in scena una storia così dolorosa e complessa, dove giovani ribelli furono decapitati per aver inseguito la loro libertà.

Aggiunge l’attrice Daria De Luca ”Premetto che in generale, è difficile riuscire a ritagliarsi uno spazio nel mondo del musical, specialmente se non si  è ‘native English speakers’ (anche se sei bilingue). Ricordo ancora la frase del course leader dell’accademia in cui ho studiato a Londra, che sconsigliava a chiunque non fosse madrelingua di partecipare al concorso “Sondheim” perché “No foreigner has ever won it”. C’è molta discriminazione, sottile, silenziosa, ma c’è.
 Paradossalmente in Italia anni fa ho trovato il problema opposto durante i provini: se eri straniera, altezza minima 173 cm, capelli biondi, quasi sempre ti veniva dato il ruolo.
Gli anni di studio in conservatorio, le tecniche, l’esperienza, passavano in secondo piano.

Per me, aver fatto parte dell’ensemble di “The White Rose” stata è un’opportunità di cui ho fatto tesoro. Non solo per la storia che abbiamo raccontato, non molto nota, che comunque vale la pena di essere raccontata; ma anche per la piccola vittoria che ha rappresentato per la professione che ho scelto di seguire, a dispetto di qualunque forma di emarginazione.
Ringrazio moltissimo Issac, Ryan e Fisola, per il loro spirito inclusivo, la loro professionalità e gentilezza verso il prossimo”.

La scelta poi di utilizzare il linguaggio del musical si mostra coraggiosa. Come raccontare la banalità del male? Avrebbe detto Hannah Arendt. I ragazzi di NC Productions lo hanno fatto attraverso la “leggerezza” che solleva la trama dal finale indigesto e mostruoso, concentrandosi sul lascito del movimento La Rosa Bianca.

C’è un momento racchiuso nello spazio domestico di casa Scholl in cui Magdalena, la madre di Hans e Sophie interpretata da Isabel Forward, dice al marito Robert di lasciare che i figli decidano da soli cosa sia giusto o sbagliato, quale strada percorrere, senza imporre nulla ma fornendo loro gli strumenti necessari per apprendere. È razionale, lucida, l’opposto di Robert che sembra già essere consapevole del destino brutale che grava sulla testa dei suoi due “gioielli”.

The White Rose. The Musical. NC Productions (copyright Simona De Leo)
The White Rose. The Musical. NC Productions (copyright Simona De Leo)

Magdalena è un personaggio racchiuso nel corpo di una madre-moglie che si esprime senza mai però uscire dalle righe. Una scelta interessante che controbilancia invece il tumulto giovanile dei fratelli Scholl. Sophie (Jenna Bailey) è poco più che una ragazzina: salta, balla, alza la voce, sogna. Sogna dentro gli schemi, sogna di essere uguale a tutti gli altri. Sogna senza sapere di essere stata sedata contro la sua volontà. Sarà proprio il tormentato fratello Hans (Jack James-Fox) a farla uscire dall’incanto e portarla con sé nella consapevolezza, nel fare politica, nel proteggere la libertà a costo della vita.

The White Rose. The Musical. NC Productions (copyright Simona De Leo)
The White Rose. The Musical. NC Productions (copyright Simona De Leo)

Sarebbe bello vederli performare in uno spazio teatrale ben attrezzato ma, in fondo, a noi piace anche così

La scorrevolezza dello spettacolo, accompagnato dalla pregevolezza della musica dal vivo, dà alla scrittura e alla regia il merito di aver portato a casa l’intento di cui parlava Ryan. Sarebbe bello vederli performare in uno spazio teatrale ben attrezzato ma, in fondo, a noi piace anche così, “sporco”, imprevedibile, giocato tutto sul corpo degli attori e la buona grazia dei tecnici. Keep up with the good work!

The White Rose. The Musical. NC Productions (copyright Simona De Leo)
The White Rose. The Musical. NC Productions (copyright Simona De Leo)
Silvia Pellegrino
Silvia Pellegrino
Silvia è una scrittrice italiana, nata e cresciuta a Roma, e attualmente residente a Londra. Si è appassionata alla scrittura fin da quando era bambina, e ha iniziato a comporre poesie all'età di dieci anni. Cresciuta in una famiglia matriarcale, ha sviluppato un interesse per l'universo femminile, che ha ispirato il suo libro di racconti 'The Spoons'Tales'. Quest'ultimo, ancora in lavorazione, racconta le donne, indagando diversi temi: dalla sessualità al rapporto con il proprio corpo; dall'amore alla morte. Appassionata sia di letteratura che di cinema, ha scritto la sceneggiatura del cortometraggio di video-poesia 'The Molluscs Revenge', diretto e prodotto dalla società di produzione video @studio_capta, nel 2020. Silvia ha individuato nella videoarte e nella videopoesia il perfetto contenitore di contenuti dove far incontrare linguaggi diversi, percepiti come strumento di analisi interpretativa in grado di reificare le diverse sensibilità artistiche, trasformandole in immagini poetiche. Ha collaborato inoltre con il quotidiano nazionale online @larepubblica e la rivista @sentieriselvaggi scrivendo diversi articoli e recensioni cinematografiche dal 2012 al 2016. Nel 2020 il suo racconto “Una lupa mannara italiana a Londra” è stato uno dei vincitori del concorso di scrittura @IRSE RaccontaEstero.

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