Il console onorario di Liverpool: Ecco la nuova meta per gli italiani in UK

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Emigrazione italiana a Liverpool, parla il Console onorario Rocco Cristiano Mente: “Prima o poi gli alti costi di Londra spingono gli italiani verso città meno care e vivibili.

Liverpool rimpiazza Londra? Intervista al Console onorario italiano

In un primo momento tutti gli italiani che si trasferiscono nel Regno Unito pensano a Londra, ma poi, dopo qualche anno, in tanti si spostano a Liverpool e in altre città. A confermarlo è il Console onorario italiano a Liverpool, Rocco Cristiano Mente, che spiega la crescita della nostra presenza fuori Londra principalmente con motivazioni economiche

“La motivazione principale, che io personalmente ho avuto modo anche di toccare con mano, è il costo della vita. In Inghilterra, tranne il legale e l”economico, un po’ tutti i settori sono basati sul minimo salariale. Quindi a parità di stipendio, il costo della vita a Londra è molto più alto che a Liverpool, dove credo che addirittura i prezzi siano ridotti di più del 50 per cento”.

Basti pensare che l’acquisto di una casa in una location favorevole nella città di Liverpool si aggira intorno alle 150 mila sterline. Mentre il costo medio di una proprietà nella capitale supera il milione di sterline, come indicano ad esempio i dati del gruppo immobiliare Foxtons.

“Le motivazioni che generalmente spingono a spostarsi nelle aree a nord dell’Inghilterra credo siano tanto legate al costo della vita e alla possibilità anche di poter creare famiglia e di poter garantire ai bambini una vita molto più tranquilla, molto più rilassata, anche proprio dal punto di vista degli spostamenti”, aggiunge il Console onorario.

Chi è il Console onorario?

Nominato a settembre 2021, Rocco Cristiano Mente è il Console onorario italiano per la città di Liverpool. Per definizione, il Consolato onorario non è un Consolato di carriera come quello di Londra e come sarà il Consolato di Manchester, ma è dipendente da un Consolato di prima classe.

Coloro che ricoprono la carica di Console onorario, come Rocco Cristiano Mente, non hanno nessun vincolo contrattuale con il Ministero degli Affari esteri.

“Come console onorario ovviamente sono libero di fare qualsiasi altro lavoro; infatti, mentre di Console onorario è un compito volontario, nella vita mi occupo di altro”, spiega Mente.

I Consolati onorari offrono servizi consolari ai cittadini e assistenza a stranieri che si trovano nella Circoscrizione consolare di competenza, in questo caso Liverpool. Se c’è la necessità e volontà di visitare l’Italia, forniscono informazioni di tipo culturale e sui visti, essenziali in questo periodo a causa della Brexit.

“Tutti i servizi consolari che offriamo sono strettamente legati al finale processamento da parte del Consolato di prima classe, in questo caso il Consolato di Londra. Fungiamo un po’ da intermediari tra i cittadini che vivono nelle circoscrizioni di Liverpool e il Consolato Generale di Londra”, aggiunge il Console onorario Mente.

Rocco Cristiano Mente: Nel mio mandato sostenere e promuovere il Made in Italy

I progetti del Consolato di Liverpool, in collaborazione con il Consolato Generale di Londra, sono volti principalmente a sostenere e promuovere il Made in Italy, la lingua e la cultura italiana sul territorio di Liverpool, e generalmente sul suolo britannico.

“Come sappiamo, la Brexit ha di fatto tagliato molti ponti di scambio tra l’Italia e il Regno Unito”, commenta il Console onorario di Liverpool Mente.“Quindi noi, come obiettivo futuro, nel breve periodo, ci siamo proposti quello di dare ampia visibilità, ancor di più rispetto a quanto era già stato fatto in passato, a tutto quel che è la cultura italiana sul territorio britannico”.

La popolazione italiana iscritta all’AIRE (Anagrafe Italiani residenti all’estero) presente sul territorio di Liverpool ammonta a circa 3.500 persone.

Il Console Mente afferma, però, che il numero reale di italiani stabilitisi effettivamente in città è superiore almeno del 20-30 per cento. Ciò perché molti italiani che si trasferiscono nel Regno Unito per brevi periodi, magari come studenti o lavoratori temporanei, non si registrano all’AIRE.

Digitalizzazione, la criticità per la circoscrizione di Liverpool

Le sfide affrontate dal Consolato onorario di Liverpool, spiega Mente, sono legate alla digitalizzazione, alla quale tutte le organizzazioni politiche, economiche e sociali sono spinte ad adeguarsi per aumentare la loro efficienza. Il Consolato è presente online e sui social, pronto a rispondere in tempo reale.

Le criticità sorgono nel momento in cui si considerano i cittadini di fasce d’età più avanzate, che hanno problemi a interfacciarsi con un mondo altamente digitalizzato.

Infatti, la fascia media d’età degli italiani stanziati a Liverpool è molto più elevata di coloro che risiedono a Londra o nel sud dell’Inghilterra. Il Consolato di Liverpool, prendendo spunto dal Consolato Generale di Londra, ma in scala ridotta, ha perciò lavorato per facilitare l’accesso dei più anziani alle prestazioni consolari.

“Abbiamo un sistema di prenotazione online per i servizi consolari, ma agli over 65 garantiamo accesso ai nostri servizi come walk-in senza problemi. Qualsiasi problema abbiano anche in riferimento al settled o pre-settled status, il nostro Consolato di Liverpool ha fornito supporto tecnico proprio a queste persone che erano impossibilitate in qualche modo a poter avere accesso ai servizi informatici”, sostiene Mente.

Pandemia e Brexit, carenza di manodopera a Liverpool

La crisi pandemica e la Brexit hanno sicuramente creato paura e un senso di isolamento dei cittadini italiani che si sono trattenuti nel Regno Unito. Coloro che hanno invece scelto di tornare in Italia hanno dato il via a un esodo di massa di italiani verso l’Italia.

“La crisi pandemica è accaduta proprio nel mentre si stava processando e finalizzando la Brexit. Questo in molti ha creato una sorta di effetto vado in Italia, torno in Italia, torno non appena si risolve questa situazione, faccio rientro in Inghilterra – afferma Rocco Cristiano Mente Ciò non è stato più possibile per alcuni in quanto Brexit era già accaduta, e quindi chiunque non avesse fatto in precedenza richiesta di settled status, si è trovato fuori dal Regno Unito e impossibilitato a rientrarci”.

Ciò che ne è conseguito è la mancanza di personale impiegabile. L’economia italiana a Liverpool è basata per l’80 per cento sulla ristorazione. La pandemia e la Brexit hanno ridotto la manodopera all’interno della ristorazione italiana sul territorio britannico. Alcuni ristoratori hanno dovuto diminuire i propri orari di lavoro, altri invece hanno dovuto addirittura chiudere, altri ancora si sono dovuti adattare diversamente.

“Ho avuto molte chiamate da ristoratori locali che mi chiedevano supporto per quanto riguarda visti dall’Italia verso il Regno Unito – ribadisce Mente – Ma noi possiamo fornire solo supporto informativo, perché questi servizi sono erogati dal governo britannico, noi non emettiamo visti per i cittadini italiani che vogliono venire sul territorio britannico”.

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