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Estate con i festival teatrali: Giulia A. Cryan torna al Fringe

La stagione 2026 del teatro italiano in Regno Unito comincia con il ritorno della performer Giulia A. Cryan. Ecco tutte le novità e le nuove pièce dell’artista.

Estate 2026, è tempo di festival teatrali per Giulia A. Cryan

È ancora primavera ma c’è già chi si sta preparando per i festival teatrali estivi che anche quest’anno apriranno a un pubblico di appassionati e curiosi in una sorta di “turismo teatrale” nelle location più ambite di Regno Unito e Scozia.

A partire da luglio 2026, autori e attori italiani saranno protagonisti di questa estate on stage, sia a Londra che ad Edimburgo. La prima di cui vogliamo parlare è una delle più prolifiche e generose artiste italiane based in UK, Giulia A. Cryan.

Nata a Roma, formatasi tra Londra, New York e Los Angeles, Giulia è attrice, cantante, ballerina, autrice per il cinema e il teatro.

Dopo gli ampi consensi ottenuti proprio all’Edinburgh Fringe Festival 2025 con la sua pièce C’Est Moi portata in scena al Ghillie Dhu, una delle venue più suggestive del festival, e a Londra nello stesso anno prima al Riverside Studios e poi a The Cockpit Theatre, il 2026 la vede protagonista con una pièce se possibile ancora più intima e introspettiva: The Seat Of Me, con cui ha aperto (sold out) la stagione teatrale londinese a gennaio scorso sempre ai Riverside Studios.

Giulia A. Cryan (credit L. Rea).
Giulia A. Cryan (credit L. Rea).

The Seat of Me, a luglio al Bitesize Festival del Riverside e a luglio al Fringe di Edinburgo

E con così tanti consensi ottenuti da decidere di portarla in giro questa estate, prima al Bitesize Festival del Riveside a Londra (dal 27 luglio al 31 agosto) e poi ancora all’ Edinburgh Fringe Festival (dal 7 al 31 agosto).

The Seat Of Me è un one-woman-show che si discosta un po’ dai lavori precedenti della Cryan, in cui ha prevalso il confronto con Edith Piaf, icona musicale francese dagli anni trenta agli anni sessanta e figura di riferimento della carriera di Giulia, sin dai tempi in cui studiava a New York.

«In questo caso – ci spiega – è una conversazione quasi più con me stessa che con Edith. Edith è una figura un po’ più astratta, che mi aiuta a ricordare anche quello che ho fatto io, in qualche modo. Da qui nasce il titolo della pièce.

Perché per andare nel vero “core”, nell’interiorità di quello che volevo raccontare, che alla fine è la mia storia, mi sono dovuta prendere questa sedia (che è in scena insieme a lei, n.d.r.) ed entrare un po’ in contatto con quello che volevo dire, e forse quella è la parte più difficile. Raccontare di sé su un palco è forse la cosa più faticosa da fare, quando si interpreta un personaggio è una cosa diversa».

Intimo e significativo quindi appare questo lavoro, sebbene presentato da un’artista che l’introspezione se la porta dietro da sempre, con grande coraggio.

La Cryan ha cominciato con l’introspezione, poi ha continuato, cosa che rappresenta anche un segno di fiducia nei confronti di un pubblico che si incuriosisce e ad ogni suo show sceglie di entrare a teatro e di scoprire quel qualcosa in più, che fino ad allora lei stessa non aveva ancora scelto di mostrare.

«Anche lo sviluppo che poi lo spettacolo ha avuto nel corso degli ultimi anni è andato sempre un po’ più in profondità di quello che sono io, più che Edith, e secondo me è proprio per questo che adesso funziona, ancora meglio di C’est Moi, perché ha proprio un significato completamente diverso.

Alla fine quello di cui parla lo spettacolo è questo mio ruolo di “ponte” nella mia famiglia, perché sono in Inghilterra tra la mia famiglia inglese e quella italiana. Con un fattore di identità, di appartenenza; ti domandi chi sei, e non riesci mai a far pace con questa domanda. Lo spettacolo gira tutto intorno a questo».

Giulia A. Cryan (Credit G. Larosa).
Giulia A. Cryan (Credit G. Larosa).

Ed ecco i nuovi progetti: Glitch: The space between e il corto Afternoon Light

Ad affiancare questi impegni già definiti per l’anno in corso, ci sono anche nuovi progetti che stanno tenendo Giulia impegnatissima. Due fra tutti: il nuovo spettacolo teatrale Glitch: The Spaces Between (supportato da Riverside Studios) e il cortometraggio Afternoon Light (prodotto da Cristina Isgrò) incentrato sulla storia della famiglia di Giulia e in particolare di quella di sua nonna, che ha imparato l’inglese da adulta.

Senza dimenticare The Measure of All Things, romanzo – che diventerà poi un progetto cinematografico – in cui Giulia racconta la storia della sua famiglia divisa tra Italia e Inghilterra, con amore infinito, orgoglio e la consapevolezza delle proprie origini.

Annalisa Valente
Annalisa Valente
Nata a Bari, vivo a Milano, sono giornalista iscritta all’Ordine da trent’anni. Ho iniziato a lavorare nei giornali e nelle tv locali in Puglia e ho proseguito in Lombardia (Quotidiano Puglia, RTG Puglia, Quotidiano di Foggia, La Gazzetta di Merate e della Brianza). Ho sempre coltivato la mia passione per la scrittura, anche quando il mio percorso professionale ha svoltato in un’altra direzione (Regione Lombardia Assessorato alla Formazione, Coordinamento Didattico e Servizi al Lavoro nelle scuole professionali lombarde accreditate presso Regione Lombardia). Da nove anni mi occupo di Orientamento al Lavoro a Milano e cerco di scrivere cose interessanti per i miei connazionali che vivono e lavorano in UK.
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