Da Loughborough alla Sardegna, gli allievi della Dante studiano l’italiano

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Full immersion nella lingua italiana per gli studenti della Dante Alighieri Society di Loughborough che tornano in Sardegna per il Festival Atobius di Dolianova.
Full immersion nella lingua italiana per gli studenti della Dante Alighieri Society di Loughborough che tornano in Sardegna per il Festival Atobius di Dolianova.

Full immersion nella lingua italiana per gli studenti della Dante Alighieri Society di Loughborough che tornano in Sardegna per il Festival Atobius di Dolianova.

Da Loughborough alla Sardegna, gli allievi della Dante studiano l’italiano (e non solo)

Costumi tradizionali sardi.
Costumi tradizionali sardi.

Dopo il successo ottenuto nell’edizione dello scorso anno, anche quest’anno gli studenti di lingua italiana di Loughborough hanno avuto l’occasione di praticare dal vivo tutto ciò che avevano imparato fino a quel momento grazie all’occasione data loro dal Festival Atobius – Incontri di culture, svolto a Dolianova, nel Sud Sardegna.

Un’edizione (la quinta) nata anche stavolta dalla stretta e preziosa collaborazione tra Gianluca Fanti, insegnante di italiano ma soprattutto presidente della Dante Alighieri Society di Loughborough; Alessandro Picciau, presidente dell’Associazione Culturale Atobius a Dolianova; Maura Mattana direttrice della scuola di italiano L’Accademia di Cagliari e componente dell’associazione Atobius.

A loro si è unita anche la preziosa collaborazione di Cristina Mamusa de Le Strade del Gusto, specializzata in itinerari turistici alla scoperta delle realtà locali, e alle insegnanti Stefania e Monica, che hanno accompagnato passo dopo passo il percorso degli studenti britannici alla scoperta della lingua e delle tradizioni italiane.

Un appuntamento coinciso con la XXV Settimana della Lingua Italiana nel Mondo e inserito nei programmi del Festival Atobius, per la parte svolta a Dolianova.

Gli studenti hanno avuto modo di cimentarsi con l’italiano parlato e scritto, non solo grazie a due ore quotidiane di lezioni in aula, ma anche e soprattutto con il successivo contato diretto con la popolazione locale e le loro attività tipiche, sperimentate, toccate con mano e spiegate a voce.

Coinvolti in questa iniziativa undici studenti, tutti soci della Dante, accompagnati da due componenti responsabili. Che hanno portato il gruppo di studio anche fuori Dolianova, per far vivere loro un’esperienza formativa unica e memorabile.

Gianluca Fanti, presidente della Dante Alighieri Society di Loughborough.
Gianluca Fanti, presidente della Dante Alighieri Society di Loughborough.

«Ogni anno organizziamo questo evento – ci racconta Gianluca Fanti – lo facciamo in coincidenza con la Settimana della Lingua Italiana nel Mondo. Una settimana ricca di attività per gli studenti, una vacanza esperienziale».

Dolianova è un piccolo centro, con meno di diecimila abitanti.

«Qui gli studenti hanno avuto l’opportunità di fare attività in cui poter provare, praticare, assaggiare e anche produrre materialmente prodotti locali, culinari, ma anche oggetti di artigianato. Per organizzare le classi ci siamo appoggiati alla scuola di Maura, L’Accademia, poi abbiamo fatto anche delle visite culturali in località interessanti».

E le località scelte quest’anno per le visite “in trasferta” sono state Barumini, dove hanno sede i Nuraghi (sito Unesco); il capoluogo Cagliari (con uno show della band sardo-irlandese Glee’s al Lima Lima Cafe); Sant’Antioco, una delle città più antiche d’Italia, a un’ora da Dolianova e in cui il gruppo di studio ha potuto ammirare la Basilica e il Museo Archeologico.

Senza parlare delle cantine, delle vigne, dei caseifici, dei frantoi e dell’incontro con le sorelle Pes, tra le ultime depositarie della tessitura del bisso, una seta che viene ricavata dalle conchiglie, e che viene usata per produrre tessuti e tappeti.

Ogni incontro, ogni situazione ha rappresentato per questi studenti l’occasione per rafforzare l’apprendimento della lingua italiana, attraverso termini nuovi e specifici e imparando in quale contesto utilizzarli al meglio perché tutto, alla fine, abbia un senso. Pratico e linguistico.

Alessandro Picciau, presidente dell’Associazione Culturale Atobius a Dolianova.
Alessandro Picciau, presidente dell’Associazione Culturale Atobius a Dolianova.

«Quest’anno – spiega Alessandro Picciau – abbiamo visitato sia le aziende più grandi del territorio, che anche aziende piccole, come la Is Paulis Formaggi, che è un mini caseificio rurale a conduzione familiare, dove abbiamo assistito a tutto il procedimento di produzione, assaggiando poi i prodotti. Quindi abbiamo fatto una visita guidata al mercatino settimanale di Dolianova e abbiamo visitato anche un’altra cantina del territorio, la Cantina Pala. Il bello di questa iniziativa è proprio l’aver potuto conoscere nuove realtà, l’essere stati coinvolti in quelle che sono le attività produttive del territorio, la possibilità di aver visto e toccato con mano la vita vera, vissuta quotidianamente».

Una passione per la lingua italiana che va oltre i confini e che si è tradotta in una esperienza assolutamente in linea con il tema istituzionale di quest’anno della Settimana internazionale della lingua italiana: «Italofonia: lingua oltre i confini».

Maura Mattana direttrice della scuola di italiano L’Accademia di Cagliari e componente dell’associazione Atobius.
Maura Mattana direttrice della scuola di italiano L’Accademia di Cagliari e componente dell’associazione Atobius.

«Una settimana meravigliosa – l’ha definita Maura Mattana – gli studenti hanno partecipato al corso d’italiano con grande entusiasmo: il corso è programmato in base all’attività che loro svolgono durante il semestre».

Ma questi allievi britannici se la cavano meglio nell’italiano scritto o in quello orale?

«Gianluca è molto bravo nel prepararli – dice Maura – loro avevano un livello abbastanza omogeneo, ovviamente parlare per loro è più difficile perché in Inghilterra non sono molto esposti alla lingua, però nonostante ciò non avevano paura di esprimersi verbalmente. Tutto sommato avevano un buon grado di comunicazione, sia scritta che orale».

Il riconoscimento ufficiale dell’iniziativa da parte dell’autorità pubblica è arrivato in occasione della consegna degli attestati ai partecipanti da parte dell’assessore alla Cultura di Dolianova, Francesco Antonio Fenu.

«Il Festival è stato parzialmente finanziato dalla regione Sardegna e dal comune di Dolianova – spiega ancora Maura Mattana – quindi molte attività erano inserite nel programma che poi era aperto a tutti, non soltanto a loro. Durante la settimana però è stato inserito il corso di italiano finalizzato a fare pratica con insegnanti diversi. Noi l’abbiamo preparato, per buona parte in base all’attività che loro avevano svolto, perché poi si incuriosivano, facevano domande. Si tratta di persone molto attive, soprattutto con una buona preparazione di base per cui avevano tante curiosità, erano molto interessati. Dall’età media tra i 40 e i 50 anni, target ‘importante’ per gli studenti di italiano all’estero, si tratta di persone che occupano il loro tempo con una passione, ma hanno impegni, anche di famiglia, quindi sicuramente hanno un approccio diverso, ma si mettono in gioco con una leggerezza che spesso i giovani non hanno».

«Gli studenti – aggiunge Fanti – hanno acquisito molta sicurezza nella lingua. Questa è stata, per loro, un’opportunità di praticare la lingua con gli abitanti locali. Nei gruppi di solito abbiamo studenti di livello intermedio e di livello avanzato. E queste lezioni sono state vere e proprie attività, non si sono svolte necessariamente in aula, ma si sono anche accomodati anche a un piccolo tavolo in piazza dove hanno potuto praticare la lingua chiacchierando con gli abitanti della zona. Le persone che imparano le lingue da adulti sono comunque persone che lo fanno perché hanno la possibilità di viaggiare, andando per esempio in Italia spesso, quindi desiderano conoscere meglio la cultura italiana. E questa esperienza li ha messi a contatto con la realtà quotidiana di un piccolo centro italiano».

La vacanza esperienziale, quindi, è una formula che funziona, soprattutto se organizzata con competenza e intelligenza. E questo degli studenti di italiano che da Loughborough vanno in Sardegna a vivere in pieno il Festival Atobius si sta confermando, anno dopo anno, uno degli esperimenti meglio riusciti. Capace di trasformare degli appuntamenti di rilievo come la Settimana della Lingua Italiana e il Festival Atobius in una reale esperienza di vita.

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